Non si sospende la democrazia

Renzi vada come un treno alle elezioni o si rifugi a Palo Alto aspettando tempi migliori che non verranno mai

Non si sospende la democrazia

Matteo Renzi (foto LaPresse)

Quando sento riparlare di regole metto mano alla pistola. Il referendum ha sancito l’insofferenza della maggioranza degli elettori italiani verso il cambiamento delle regole e la loro semplificazione. Va bene. Il governo Renzi ne è uscito delegittimato in un punto strategico del suo programma. Ma il referendum non dice nulla sull’esercizio della sovranità popolare e i partiti che lo hanno vinto non sono in grado di costituire un governo alternativo a quello che si è dimesso. Però, ecco, dopo aver bocciato il cambiamento delle regole ora vogliono tornare al vecchissimo gioco delle regole: governicchi, ribaltoni, mezze misure estranee a ogni logica tranne che a quella strettamente legata alla storia della Prima Repubblica, rinvio delle elezioni politiche a data da destinarsi dopo il pronunciamento della Corte costituzionale, magari dopo il G7 e altre bellurie. E’ un coro di establishment, orchestrato dai soliti bonzi della stampa di regime che si appropria indecorosamente, in nome della vecchia Repubblica parlamentare e di un “ordinato percorso verso le elezioni”, del diritto di sospendere l’unica regola che conta: quella dell’autogoverno mediante elezioni politiche. Questo tipo che scrive queste righe si ritroverà di nuovo solo, come nel 2012 quando cadde il governo Berlusconi, a pensare e dire che bisogna votare sotto la neve. Con la differenza che allora l’Italia era devastata da una grave crisi recessiva, e il patto tra Berlusconi e i suoi avversari per varare un governo tecnocratico d’emergenza un qualche senso da stato d’eccezione ce l’aveva, cosa sulla quale riflettemmo con un minimo di serietà (tienimi-da-conto-Monti) essendo stati soli nel chiedere il rispetto della regola aurea dell’autogoverno politico (se non c’è un governo, si vota per farne un altro), mentre adesso la Borsa vola, le banche sono nella solita condizione complicata ma che non sarà curata da nessun rinvio, e l’Italia è in ripresa, altro che macerie. Con la differenza che l’obiettivo delle manovre d’emergenza per evitare il dovuto, le elezioni subito, non è un gigantesco Berlusconi alla fine della sua parabola storica ma lo sradicamento definitivo di un Renzi che, a certe condizioni, può chiedere di riprendere il cammino del processo politico riformista appena avviato con una nuova generazione politica.

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Renzi e il Pd possono decidere di dare il via a un nuovo balletto delle regole, sacrificando tre anni di governo riformista che solo un depresso cronico come Bersani può descrivere come un ammasso di macerie, ma il risultato della restaurazione, una piccola, miserabile restaurazione, è già scritto: paese senza leader, partito e quel che resta della famosa sinistra ancora più in pezzi, immobilismo economico e sociale, riabilitazione completa del Cnel e nuova avanzata di Grillo e dei suoi superdementi, per i quali alla fine costringeranno a votare anche un gentiluomo anziano come me. Renzi vada come un treno alle elezioni con la sacrosanta legge elettorale che c’è oppure si rifugi a Cupertino o a Palo Alto, California, aspettando tempi migliori che non verranno mai.

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  • sapo.sud

    08 Dicembre 2016 - 20:08

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  • mansalz.elena

    08 Dicembre 2016 - 18:06

    Otto anni fa Obama arrivò alla presidenza con il motto "change, we can". Bella cosa il cambiamento, purché non si faccia come in quella epigrafe tombale che diceva: "Io stavo bene, per stare meglio mi trovo qua". Non mi è piaciuta la incondizionata posizione pro-cambiamento del Foglio, che ha sempre fatto del referendum una questione di schieramenti: per il Sì, nel quale si schierava, o per il No, identificato in personaggi come D'Alema o Zagrebelski - come a dire ai suoi lettori che potevano propendere per il No, lo vedete in che compagnia vi ritrovereste. Non mi piace adesso l'interpretazione del voto referendario, che sempre sulla stessa linea viene interpretato come nostalgia dei giochetti prima repubblica. Io non ho nessuna nostalgia di quei giochetti, erano alla lunga suicidi, ma la nuova costituzione non mi appariva il cambiamento richiesto. ed ho barrato il mio bel No. Il male di cui soffriamo è uno solo, ben descritto da un detto americano: "when the shit hits the fan". G S.

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    • mauro

      09 Dicembre 2016 - 00:12

      Vede, signora, alcuni di noi si piccano di aver votato sì ragionando con la propria testa e non per seguire la linea del Foglio. Così come adesso ritengono si siano aperti giochi e giochini tipo prima repubblica, per semplice ragionamento e dejà vu da parte di quelli di noi che quel periodo hanno conosciuto, e non perchè qualcuno del Foglio lo suggerisca influenzandoci. E' un Suo diritto essere convinta che l'aver seguito personaggi come Bersani, Grillo, Vendola, la Bindi, dei quali è ben noto l'interesse ideologico e personale per nessun cambiamento e un ritorno ai nefasti della prima repubblica,fosse cosa buona. e giusta. Se invece ha seguito le paturnie berlusconiane Le auguro di non pentirsi, come farà lui quando si renderà conto d'aver sbagliato in pieno i suoi stizzosi calcoli. Adesso non ci resta che aspettare per meglio comprendere da quale parte arriverà la maggior quantità di shit che il ventilatore spande sull'Italia. Che non ha più ombrelli per ripararsi.

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    • franco.bolsi

      08 Dicembre 2016 - 23:11

      Cara amica, il Foglio è di fatto un giornale di partito, quello renziano e della nazione. Basta farci la tara. Io resto di un'altra “ditta” non progressista e mi rendo perfettamente conto che è ditta senza leader vero. Non lo è Berlusconi, non lo è Salvini o la Meloni. Ora per salvare Renzi va bene anche il proporzionale dopo oltre vent’anni di idee maggioritarie che pure Renzi aveva. Il fatto ad esempio che Salvini e la Meloni lo vogliono (il consultellum) significa solo che leader non sono, anche se condivido parti del loro “dire”. Tornando a bomba. Ci sta che un “organo di partito laico”, diciamo così, metta in luce l’accozzaglia del no (io ho votato si, ma per motivi diversi da quelli del Foglio). Del resto quelli del no hanno avuto comportamenti simili contro quelli del si. Non è nata, la tenzone, sotto gli auspici migliori di una serrata lotta nel merito, ma una scelta di ditte, di tribù. Maddalena ieri ha scritto un pezzo interessante leggilo, se non l’hai già fatto.

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  • franco.bolsi

    08 Dicembre 2016 - 11:11

    Bersani un depresso cronico. La depressione ha due metodi d’azione. Chi vede tutto nero, come Bersani e chi è iperattivo, tutto sotto controllo o morte, come Renzi. Poi la consulta talmente depressa che il bradipo è iperattivo. Sei anni per dire che il porcellum era incostituzionale. Oggi è al mare e rinvia la decisione sull’italicum al 24 gennaio. Ho sempre pensato che il voto sia un optional per il depresso costituzionale. In fondo non serve, bastano governi tecnici, di scopo o basta ribaltonare come con Berlusconi,Bersani, Letta e Renzi. Più che una demo-pluto-crazia siamo in presenza di una demo-pippe-crazia. L’unico non depresso è Berlusconi che ormai ha come guida spirituale Mastella. Salvini è troppo tamarro per capire che era molto meglio per lui appoggiare il referendum e l’italicum. avrebbe avuto buon gioco per contare in lista. Grillo è troppo invasato per capire che l’italicum lo favoriva. Il proporzionale sistemerà tutto. Diverrò un depresso cronico.

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    • mauro

      09 Dicembre 2016 - 00:12

      Ma no, caro Franco, non deprimerti, non ne vale la pena. E poi, allegria, comincia la giostra e vedrai quanti musi lunghi tra i vincitori. Anche se per i vincitori grillini non ci sarà alcuna differenza, loro hanno sempre un'espressione sofferta perchè ancora non riescono a guarire le sofferenze di tutti , compito che si sono prefissi navigando in rete e che adesso, grazie a Berlusconi, forse avranno occasione di portare a termine. Solo mi chiedo: a me che vivo all'estero il reddito di cittadinanza toccherà o no? Ho sempre mantenuto la cittadinanza italiana con questa speranza.

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      • franco.bolsi

        09 Dicembre 2016 - 16:04

        Il proporzionale mi deprime, ma tranquillo sopravvivo. Poi il proporzionale sponsorizzato dal Foglio è una notizia. Nessuno che ricordi quanto sia stato poco lungimirante Renzi che non previde nemmeno l'idea di sconfitta alla sua riforma. Siamo nelle condizioni di non avere una legge elettorale per votare subito, come si dovrebbe, grazie a lui. Fra la minoranza PD che vota per la riforma e la guerra per votare no e Renzi che non pensa a essere sconfitto l'acronimo PD è una brutta parola. Ridicoli quando parlano di senso dello stato. eppure hanno il 30% (il 40% non esiste, almeno secondo i flussi pubblicati. Votare subito è democrazia matura, ma con due leggi elettorali è da scemi. Se vuoi votare scegli il lodo Foglio, cioè la prima repubblica. Risate. Se non voti sei un paese senza senso. Risate pure qui. Non si lamentino quando arriverà Grillo. Per quello ci penseremo noi della vecchia ditta. Ciao. Ps #staisereno Calama arriverà la troika, dopo un paio d'anni di grillismo. NO red cit

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        • mauro

          10 Dicembre 2016 - 00:12

          Temo tu abbia proprio ragione. PS Sono Mario Mauro in incognito forzato.

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        • maurizio guerrini

          maurizio guerrini

          11 Dicembre 2016 - 09:09

          Un caro saluto a te Calama ed agli altri nostalgici commentatori dall'agente segreto mauguerri. Nella speranza di non essere "decriptato", Buon Natale a tutti.

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        • franco.bolsi

          10 Dicembre 2016 - 09:09

          Ah ciao Mario. In attesa di um giornale on line normale ti auguro buon natale. Altrimenti ci sentiremo saltuariamente.

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  • mauro

    08 Dicembre 2016 - 10:10

    Sarebbe il percorso più logico o, per lo meno, più democratico. Ma forse è proprio per questo che verrà rigettato. A proposito delle borse mondiali che non hanno battuto ciglio, non sarà che, a conti fatti, noi siamo ormai così ininfluenti (e continueremo ad esserlo all'infinito grazie all'Italia bilioso-piagnona che vota no) che non ci prendono nemmeno in considerazione?

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    • lupimor@gmail.com

      lupimor

      08 Dicembre 2016 - 14:02

      Se non hai visto il mio post delle 04,04 leggilo e rispondimi. Il metodo migliore, collaudato, certificato dalla Carta è in piena azione. I vertici di partiti, movimenti e fazioni, e Rodotà e Zagrebelsky, sanno bene che così non ci sarò mai un governo che possa possa governare. Ma proprio per quello tengono in vita la Vecchia Signora. Una "democrazia" che s'è data regole che le impediscono, di fatto, di esprimere una maggioranza che possa "governare" non un ectoplasma di governo, non è democrazia. E' solo un immenso imbroglio nei confronti del popolo sovrano, che a sua volta, tormentato dai suoi problemi quotidiani, e schiavo dei suoi costumi atavici, della sua ritrosia naturale a ragionare in termini generali, s'accende e si scaglia contro quello o quelli che, secondo valutazione personale e motivazioni ricondotte solo a se stesso, segue il più roboante imbonitore di turno. Chiamare tutto questo "democrazia" è la negazione della stessa. Non c'è commento che esca dal "personalismo"

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      • mauro

        09 Dicembre 2016 - 00:12

        Caro Moreno, alle 4,04 dove? Da quando il direttore Cerasa ci ha regalato questo nuovo formato io mi perdo spesso e infine rinunzio. Tu dici che non gradiva le nostre querimonie? Mah, va a saperlo. E certo che i bei tempi delle nostre diatribe sull'unghia sono finiti. Cantiamo: Addio , del passato......

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