Renzi si dimette da presidente del Consiglio

Il premier si è recato al Quirinale per annunciare la fine del suo mandato. Nella sua e-news tiene aperta anche l'ipotesi del governo istituzionale: "Ma sono i partiti a doversi assumere le proprie responsabilità"

Renzi

Matteo Renzi (foto LaPresse)

Matteo Renzi ha rassegnato le dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'incontro è durato quaranta minuti e all'uscita il segretario del Pd non ha rilasciato dichiarazioni.

 


Ecco la nota ufficiale del Quirinale:

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, dottor Matteo Renzi, il quale, essendosi concluso l'iter parlamentare di esame e di approvazione della legge di bilancio, ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto.

Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.

Il Capo dello Stato procederà alle consultazioni a partire da domani, giovedì 8 dicembre, alle ore 18.00.

Il calendario delle consultazioni sarà reso noto attraverso l'Ufficio Stampa.


 

Nel pomeriggio l'ex premier aveva parlato nel corso della direzione del Partito democratico per la resa dei conti del dopo referendum. Nella sua consueta e-news, il premier ha lasciato la porta aperta al completamento dell'attuale legislatura assecondando, in questo modo, le preferenze di Mattarella che filtrano dal Quirinale. E' chiaro però, ha sottolineato il premier dimissionario, che in tal caso le varie forze politiche dovranno sedersi a un tavolo e riformare la legge elettorale. L'alternativa resta il voto immediato all'indomani della sentenza della Consulta sull'Italicum.

"Se i gruppi parlamentari vorranno andare avanti con questa legislatura, dovranno indicare la propria disponibilità a sostenere un nuovo governo che affronti la legge elettorale. Toccherà ai gruppi parlamentari decidere che cosa fare. Vorranno andare subito a elezioni? Nel caso si dovrà attendere la Sentenza della Consulta di martedì 24 gennaio e poi votare con le attuali leggi elettorali, come modificate dalla Corte", ha spiegato Renzi. "Dico leggi elettorali perché, come è' noto, non siamo riusciti ad abrogare il bicameralismo paritario e che dunque vedrà continuare a eleggere due rami del Parlamento con elettorati diversi e leggi elettorali diverse, sperando che non arrivino due maggioranze diverse. Ma questa - conclude Renzi - è una delle conseguenze del bicameralismo".

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Sul risultato del referendum e sul famoso 40 per cento messo insieme dai sostenitori del Sì, Renzi ha detto che "troveremo un modo per non disperdere la bellezza di quello che avete fatto. Di quello che siete. Ci sono milioni e milioni di italiani che credono a un altro modello di politica. Li abbiamo visti alle Europee, li abbiamo visti al Referendum, li vedremo anche in futuro".

Infine, il premier è tornato sui mille giorni del suo governo e sui progetti futuri del Pd: "C'è chi fa politica covando odio verso gli altri o verso qualcun altro. Io ho sempre interpretato la politica come occasione per seminare speranza: ho negli occhi i teatri, le palestre, le piazze piene di questa e di altre campagne elettorali. E dunque voglio invitare tutti voi innanzitutto a non arrendersi alla rabbia", aggiunge Renzi. "Ora però un passo alla volta e soprattutto: si può perdere un referendum, ma non si può perdere il buonumore, mai! E' già tempo di rimettersi in cammino", conclude il presidente del Consiglio.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    07 Dicembre 2016 - 21:09

    Matteo Renzi ha fatto quello che doveva fare. Tutti quelli che di sono impegnati a mettere insieme quel 60%, un ircocervo politico/sociale, che lo ha cacciato, gioiscono, naturale, legittimo. Hanno, però, aggravato le condizione degli italiani. Come??? Poiché il NO è stato fatto passare come "il grido di dolore degli italiani che non ne possono più", il nodo è sull'economia. Facciano quello che credono, basta capiscano che il tempo di poter far debiti non c'è più e che quelli pregressi vanno pagati. Poiché è da dementi ridurre tutto al "Anche i ricchi devono piangere" e poiché è impossibile, fuori dal mondo, pensare ad una URSS mediterranea, o lo capiscono, o ce lo faranno capire, con le buone o le cattive, gli altri. Produrre più ricchezza, non chiacchiere, con quello che comporta, è l'unica strada che abbia un senso e un futuro. Il nodo gordiano è lì. Se qualsiasi governo, non lo affronta per il verso giusto, non ci sarà più trippa per nessuno. Tutto il resto fuffa televisiva e blog.

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  • franco.bolsi

    07 Dicembre 2016 - 21:09

    Concordo Maddalena viviamo separati in tribù o in sub culture che dir si voglia. Oggi. una persona del PD ha detto: noi siamo rispettosi delle istituzioni e proponiamo la nostra forza al servizio del paese. E’: pazzesco votano in parlamento la riforma di Renzi e si smentiscono facendogli la guerra creando le condizioni attuali e parla così?. A quale istituzioni si riferisce? Che credibilità ha uno della minoranza del PD? In chiave tribale si comprende, in chiave alta, istituzionale è una presa in giro. così sono tutti o quasi, s’intende. Non conosco i social perché non li frequento ma credo che siano la negazione di un dialogo anche conflittuale. Non spiegano nulla e rendono gli utenti impermeabili a tutto. Per brevità, appunto i social come i commenti qui, credo che finirà in violenza e lo penso da tempo. Il dato simbolo è il risultato del no che, così ho letto, ha riguardato soprattutto i giovani. Fascia ben battuta da Renzi. Ps Io vot si a ref. ma no essere progr. Augh.

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