Delrio al Foglio: “L’unico governo che può nascere è quello che ci porta rapidamente alle elezioni”

Il ministro delle Infrastrutture del governo dimissionario: "Ci affidiamo al presidente della Repubblica, il Pd mostrerà il massimo della collaborazione"

ministro infrastrutture Graziano Delrio

Il ministro Graziano Delrio (foto LaPresse)

O con Berlusconi o alle elezioni. Il titolo del Foglio di oggi trova riscontri seppure indiretti nel Partito democratico e a poche ore dalla direzione del Pd è Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture del governo dimissionario, a parlare con il nostro giornale e a spiegare con che spirito il Partito democratico arriverà alle consultazioni con il presidente della Repubblica nei prossimi giorni. Il punto di partenza è evidente: è possibile che il Partito democratico dia il via libera a un nuovo governo che presenta la stessa maggioranza di oggi? Delrio la mette così: “Un nuovo governo può nascere ma deve essere un governo con un compito chiaro: gestire l’ordinario e portarci rapidamente alle elezioni. Questo è quello che ha chiesto il paese il 4 dicembre e il Pd non può avere paura di votare. Noi ci affidiamo al presidente della Repubblica, è lui il dominus, e il Pd mostrerà il massimo della collaborazione. Ma per senso di responsabilità bisogna anche dire che un nuovo governo, se dovrà nascere, non potrà che rivolgersi anche alle altre forze politiche uscite vincitrici dal voto del 4 dicembre. Se un governo nasce, deve nascere così”.

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    lupimor

    07 Dicembre 2016 - 16:04

    A Redazione - Hanno voluto, coltivato, adorato il sistema dei "poteri frammentati e dell'intermediazione ubiquitaria". Tutti ne traevano scampoli di potere e visibilità, la vera ragione per piaceva tanto. Bene, quando occorre decidere non ci sono gli strumenti per farlo. Le comiche continuate. Accadrà che non essendo capaci di decidere da noi, qualcuno deciderà per noi.

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  • Alessandra

    07 Dicembre 2016 - 14:02

    A prima occhiata avevo letto "delirio al Foglio"....pensavo che la redazione avesse trovato il modo di resuscitate i famosi sondaggi col "sì" avanti di venerdì ante-referendum. Ultimamente gli editoriali del mio amato quotidiano somigliano tanto ai bollettini di guerra del Fuhrer asserragliato sotto il bunker della cancelleria , con improponibili attacchi di divisioni già annientate, guidate da generali ornai morti. Ragazzi, riavetevi, per carità!

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  • Giovanni

    07 Dicembre 2016 - 12:12

    Ma era proprio necessario che Renzi si dimettesse portando il paese a nuove elezioni dopo una massacrante e massacrata campagna referendaria? Francamente non ne sono convinto. Forse Renzi ha voluto fare il "beau geste" ma noi italiani siamo troppo grezzi e prosaici per apprezzare questi nobili comportamenti. Fosse andato a leggersi Macchiavelli se ne sarebbe convinto anche lui. A meno che Renzi lo abbia letto perbenino Il Principe, ove si suggerisce che non sempre una sconfitta è una disgrazia se la si sa far fruttare.

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    • simona.degaetano

      07 Dicembre 2016 - 14:02

      Ahimè era necessario; il fronte del NO ha chiaramente esplicitato, in sede di campagna, l'invito a Matteo Renzi di rassegnare le dimissioni. E che dire poi dell'uscita di ieri dell'On. De Girolamo che, ritenendosi ancora in piena campagna referendaria, ha tentato nuovamente di screditare l'(ex) Premier dicendo che a dispetto dei suoi proclami è ancora attaccato alla poltrona? ..figuriamoci se non si fosse dimesso

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    • info

      07 Dicembre 2016 - 14:02

      Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Nessuno ha costretto Renzi a fare una modifica costituzionale pasticciata e poco convincente e per di più scommettere tutto su questo. Una mossa poco intelligente che ha pagato ma la colpa e solo sua non del paese se fosse stato un politico accorto e intelligente come dice di essere non l'avrebbe mai fatta. Il problema è che uno così ce lo troveremo ancora tra i piedi per molto tempo e chissà con quali disgrazie!

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