Tra le 10 notizie più condivise sul referendum 5 sono bufale, dice Pagella Politica

Una rigorosa indagine del sito di fact checking italiano mostra che "il problema delle false notizie non è limitato agli Stati Uniti”

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Foto di Agência Brasília via Flickr

“Nei due mesi prima del referendum costituzionale del 4 dicembre, la singola notizia sul tema più condivisa sui social network era falsa”. È quanto scrive Pagella Politica, sito italiano dedicato interamente al fact checking delle dichiarazioni dei politici. Il tema della “post verità” e della diffusione delle bufale sul web, è esploso dopo l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Come scrive Stefano Previti sul Foglio: “Il mondo si è finalmente accorto dell’esistenza delle bufale online e di quanto possa essere pericoloso disintermediare l’informazione privando i cittadini di ogni garanzia di veridicità di quanto pubblicato. Non possiamo sapere con certezza se la circolazione di false notizie abbia davvero e in che misura determinato l’esito elettorale, ma il solo dubbio è più che sufficiente ad alimentare seri interrogativi sul rapporto tra democrazia e web, posto che certamente l’opinione pubblica si forma anche, se non soprattutto, nella rete”. Un articolo di BuzzFeed a firma di Craig Silverman, ripreso molto anche in Italia, ha mostrato infatti come le più diffuse notizie false sui candidati americani avessero ricevuto più condivisioni da parte degli utenti rispetto alle storie di maggior successo dei maggiori media statunitensi. E anche in Italia, secondo una corposa indagine condotta da Pagella Politica, “il problema della diffusione delle bufale ha una grande rilevanza”.

  

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“Abbiamo considerato i post in italiano che hanno avuto il coinvolgimento più alto su Facebook e più condivisioni su Twitter, Linkedin e Google+ tra il 1° ottobre e il 30 novembre 2016 e che contenevano ‘referendum’ nel titolo”, spiega il sito di fact checking. Lo scoraggiante risultato è che “nella classifica dei primi dieci link per coinvolgimento da parte degli utenti, le notizie false o scorrette pareggiano quelle vere per cinque a cinque”.

 

Addirittura la notizia con l’engagement più alto su Facebook è una bufala: il presunto ritrovamento, in un inesistente paese di “Rignano sul Membro”, di 500.000 schede elettorali “con il SI già segnato”. 

 

“Che conclusioni trarre da questi numeri?”, si domanda Pagella Politica. “In primo luogo, che siti di dubbia affidabilità hanno raggiunto molte persone nelle settimane finali di una campagna referendaria molto combattuta. Il problema delle false notizie non è limitato agli Stati Uniti”, anche se non è facile “capire in quale misura le bufale possano condizionare il comportamento degli elettori”.

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