“Salvini fa casino”: ecco perché a Umberto Bossi non piace questa Lega

Salvini "non ha un programma e nemmeno l’esperienza per fare il premier": il pesante j'accuse da Varese di Umberto Bossi. 

“Salvini fa casino”: ecco perché a Umberto Bossi non piace questa Lega

Umberto Bossi

“Salvini ha i sondaggi, non i voti. Fa casino, ma non ha un programma e nemmeno l’esperienza per fare il premier. Poi quando si vota per davvero, come a Milano, noi crolliamo”: il j'accuse di Umberto Bossi arriva da Varese, dove ieri si festeggiavano i trent'anni dall'apertura della prima sezione della Lega. “Salvini sta tradendo lo statuto della Lega, di partiti nazionali ce ne sono già tanti: la Lega è un’altra cosa, la Lega è il Nord”, attacca l'ex leader del Carroccio, lontano dalla guida del partito dopo una serie di scandali e inchieste.

Io Bossi, lui cita

Conversazione con l’Umberto, tra un sigaro e un panino al tacchino, ricordi da reduce (scazzottate e altre delizie) con rimpianti che bruciano. La Lega che fu e l’Italia di Renzi.

Nell'intervista al Corriere della Sera, Bossi ha circostanziato le critiche politiche all'attuale segretario: “Sul partito nazionale sbaglia di grosso. Alla maggior parte della gente non frega molto di essere italiana, sono prima di tutto lombardi, veneti... soprattutto adesso che Renzi vuole cancellare le regioni: la Lega deve stare dove è nata”. L'auspicio dei leghisti, magari, è stare “più lontani da Roma, più vicini all’Europa”, come si leggeva ieri su un manifesto; “Bisogna mandarlo a Salvini”, ha aggiunto Bossi senza lasciare nulla all'immaginazione.

“Il 16 dicembre il mandato di Salvini scade e il nuovo segretario lo deciderà il congresso, che è sovrano”

L'opinione di Bossi è che “la base non vuole più uno che ogni giorno parla di un partito nazionale”; del resto “il 16 dicembre il mandato di Salvini scade e il nuovo segretario lo deciderà il congresso, che è sovrano”. All'Ansa lo stesso Salvini si è limitato a bollare queste esternazioni come “beghe di partito”, poco interessanti per militanti ed elettori leghisti, adesso “impegnati per far vincere il No al referendum per bloccare una riforma che centralizza tutto e cancella libertà e democrazia”.

Ma se un certo radicalismo per qualcuno può anche essere premiante sulla scorta degli ultimi risultati elettorali, sotto la felpa di Salvini si nasconde un ibrido tra l'evidente vuoto e le velleità frustrate. Dopotutto il populismo si spinge lontano soprattutto a parole, dimenticando l'inconfutabile filtro della realtà: tra un Salvini pride e un “tallero” da affiancare all'euro in nome della sovranità monetaria – un mito comunque non facile da maneggiare, pena il disastro – dopo 23 anni di dominio incontrastato la Lega ha perso proprio Varese, consegnando la città al centrosinistra per la prima volta dal 1948. E a Milano non è andata tanto meglio: la Lega si è fatta doppiare da Forza Italia e il Pd comanda con Sala. Salvini “fa casino, non ha un programma e nemmeno l’esperienza per fare il premier”: la lezione di Bossi poggiata sui fatti pesa come un macigno.

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