C’è del metodo, nei veti della Consulta

Bocciata parte della legge Madia. Lo status quo come Eden della Pa

Madia

Marianna Madia (foto LaPresse)

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della riforma Madia sulla Pubblica amministrazione nella parte in cui prevede che l’attuazione della stessa, attraverso i decreti legislativi, possa avvenire con il semplice parere della Conferenza Stato-Regioni. Secondo la Consulta, è invece necessaria la previa intesa.

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Per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, fermi al palo da sette anni, il ministro Madia sta trattando con i sindacati.

La pronuncia di legittimità – che riguarda le norme relative alla dirigenza, partecipate, servizi pubblici locali e pubblico impiego – è arrivata ieri, mentre il ministro della Pa, Marianna Madia, convocava per discutere del rinnovo contrattuale gli stessi sindacati critici della riforma. Ecco un ennesimo casa degli ermellini della Pa che, cavillando, si ergono a tutori dello status quo. Quello in cui tutti devono essere consultati per decidere, in modo che nulla sia mai deciso o riformato.

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Commenti all'articolo

  • btodesca

    27 Novembre 2016 - 12:12

    riforma fallimentare, inutile e mirata solo ad assoggettare la dirigenza alla politica in pieno contrasto con le esigenze di autonomia ed imparzialità imposte dagli articoli 97 e 98 della Costituzione che perfino la riforma costituzionale ha risparmiato

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