Sopravvivere all’èra glaciale della sinistra

Perché il 4 dicembre in ballo c’è anche il futuro della gauche europea.

sinistra socialismo crisi

Museo dell'arte socialista a Sofia, Bulgaria (foto Rachel Titiriga via Flickr)

Tra i mille risvolti di carattere politico che si nascondono all’interno della campagna referendaria ce n’è uno importante che viene spesso ignorato quando si parla delle conseguenze che potrebbe avere il risultato del 4 dicembre. Un risvolto che riguarda un tema non irrilevante con il quale stanno facendo i conti tutti i grandi partiti europei: esiste ancora la sinistra? In Francia, la campagna per le presidenziali, sta mettendo a nudo un fatto incontestabile: il Front national e l’Ump hanno una loro identità (partito della chiusura vs partito dell’apertura) ma all’interno di questo bipolarismo la sinistra francese rincorre i suoi avversari su tutto e pur avendo molti candidati non ha una sua idea forte e non ha una sua dimensione. In Germania la candidatura del leader unico della nazione – Angela Merkel, che ha governato con l’Spd in sette degli ultimi dieci anni passati al governo – ha prosciugato elettoralmente la socialdemocrazia tedesca e ha creato di fatto un bipolarismo tra l’attuale cancelliere e le forze anti sistema del paese (AfD). In Gran Bretagna il Partito laburista di Jeremy Corbyn è dilaniato e spaesato a tal punto da far tornare d’attualità la possibilità di un ritorno in politica di Tony Blair. In Spagna i socialisti non sono riusciti a costruire un’alternativa al Partito popolare e sono stati costretti a non dire di No alla nascita di un nuovo governo Rajoy.

  

La globalizzazione non sta tanto bene, ma i No global stanno peggio

Che fine hanno fatto il popolo di Seattle e i pacifisti? Autorottamati. S’attendevano la rivoluzione dei proletari del sud del mondo e così non hanno visto arrivare ribellione della classe media e scontro di civiltà.

  

In questo quadro di grandi difficoltà per le gauche europee – con molti partiti di sinistra che scontano il peccato di aver predicato per troppo tempo una politica al centro della quale i diritti hanno contato più dei doveri – il referendum costituzionale assume una caratteristica che va al di là della riforma stessa e il voto del 4 dicembre per il Partito democratico diventa anche un voto sulla capacità della sinistra di sopravvivere nell’èra glaciale del progressismo europeo. Ieri i principali quotidiani legati al mondo della finanza (Wall Street Journal e Financial Times) hanno espresso la loro preoccupazione per la stabilità dell’Italia in caso di vittoria del No al referendum. Nel suo piccolo anche questo dato dimostra che il 4 dicembre c’è in ballo una sfida non da poco per la sinistra italiana: riuscire a fare quello che alla destra riesce con una certa disinvoltura, ovvero essere una forza di governo che ha una sua buona base popolare pur piacendo ai mercati.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Novembre 2016 - 14:02

    Caro direttore - La Sinistra, quella nativa, quella di Marx, Engels e Lenin è nata "ibernata". Concettualmente era una impostazione metafisica: intendeva cambiare la natura dell'uomo. Per affermarsi ha usato strumenti che più umani non si può. La lotta di classe e la rivoluzione avevano un senso solo facendo leva sulle pulsioni, sugli egoismi, sulle invidie, sulle menzogne che eccitassero gli animi "umani". Come dire combatto la bulimia spingendoti a mangiare di più. In quell'area, culturale e politica e sociale iniziarono subito, prima Internazionale, furibonde lotte per il potere interno. Quelle di oggi sono zuccherini. La Sinistra non ha tenuto conto che gli uomini che avrebbero dovuto forgiare l'uomo nuovo, erano uomini come tutti gli altri, identici a quelli che intendevano cambiare. Non riesce ad uscire da questa contraddizione nativa. Non c'è ideale o filosofia o marchingegno dialettico che tenga. Ha tentato di travestirsi in cento modi, ma "era glaciale" era inevitabile.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Novembre 2016 - 14:02

    Caro direttore - La Sinistra, quella nativa, quella di Marx, Engels e Lenin è nata "ibernata". Concettualmente era una impostazione metafisica: intendeva cambiare la natura dell'uomo. Per affermarsi ha usato strumenti che più umani non si può. La lotta di classe e la rivoluzione avevano un senso solo facendo leva sulle pulsioni, sugli egoismi, sulle invidie, sulle menzogne che eccitassero gli animi "umani". Come dire combatto la bulimia spingendoti a mangiare di più. In quell'area, culturale e politica e sociale iniziarono subito, prima Internazionale, furibonde lotte per il potere interno. Quelle di oggi sono zuccherini. La Sinistra non ha tenuto conto che gli uomini che avrebbero dovuto forgiare l'uomo nuovo, erano uomini come tutti gli altri, identici a quelli che intendevano cambiare. Non riesce ad uscire da questa contraddizione nativa. Non c'è ideale o filosofia o marchingegno dialettico che tenga. Ha tentato di travestirsi in cento modi, ma "era glaciale" era inevitabile.

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  • lorenzolodigiani

    22 Novembre 2016 - 13:01

    Caro Cerasa , Le Pen piacerebbe ai mercati? Fillon e' destra ma non partito della chiusura. Solo un'alleanza Renzi cav puo' scongiurare la tempesta finanziaria che gia' i mercati prospettano.

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    • lupimor@gmail.com

      lupimor

      22 Novembre 2016 - 16:04

      Già, ma dalle nostre parti l'unico modo per farla è farla, ma apparire nemici. I grandi maestri, DC e PCI, si meravigliano un po': non è mica difficile.

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