Solo se passa il referendum il centrodestra potrà superare le proprie divisioni

Quello che insegna alle forze conservatrici italiane l'esempio delle primarie golliste in Francia.

silvio berlusconi centrodestra

Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

L’esempio del centrodestra francese che in un paio di settimane è in grado di definire il suo candidato all’Eliseo è destinato a suscitare, giustamente, invidia nei sostenitori italiani di quella stessa area politica, lacerata da contese tra personalità e formazioni politiche che non sembrano trovare nemmeno un linguaggio comune. C’è, ovviamente, una differenza abissale tra i neogollisti, che sono uniti in un'unica formazione politica, e i diversi rivoli di cui si compone il centrodestra italiano, che solo la leadership di Silvio Berlusconi aveva federato in cartelli elettorali competitivi. L’altra differenza è il sistema istituzionale semipresidenziale in vigore in Francia e il meccanismo elettorale maggioritario a due turni, che rendono entrambi indispensabile una candidatura di area, non solo nella competizione presidenziale ma anche nelle circoscrizioni per l'elezione dei deputati.

 
Se nella attuale condizione è impensabile che il centrodestra italiano possa superare le sue contraddizioni e divisioni politiche semplicemente adottando un meccanismo di indicazione unitaria del candidato alla guida del governo, è comunque inevitabile che si passi per questa strada obbligata quando si sia creata una comune convinzione dell’esigenza di unità come condizione preliminare per costruire una proposta competitiva.

 
La democrazia dell’alternanza, che è il lascito più rilevante, sul piano istituzionale, dell’iniziativa berlusconiana, rischia di rifluire in un ritorno alle pratiche consociative e trasformistiche in assenza di una offerta politica del centrodestra.

 

A Parisi ora converrebbe sostenere la destra che dice Sì. Lettere al direttore

Le lettere al direttore Claudio Cerasa di mercoledì 16 novembre 2016

 
Paradossalmente, l’unico punto su cui il centrodestra di opposizione è unito, il rifiuto della riforma costituzionale sottoposta a referendum, provocherebbe una situazione di stallo in cui, in assenza di impossibili maggioranze omogenee in ambedue le Camere, si andrebbe verso confusi patteggiamenti nei quali le diverse formazioni del centrodestra finirebbero per dividersi tra quelle che accettano un ruolo subalterno e quelle che assumono una ininfluente posizione di rifiuto.

 
Se invece ci sarà una sola camera titolata a conferire la fiducia, l’assunzione dei ruolo di governo e di opposizione sarà più chiara, e ne consegue che la scelta di una candidatura alla guida del governo diventa un passaggio indispensabile e impegnativo per tutte le principali aree politiche. A quel punto chi vuole candidarsi deve dimostrare di essere in grado di unificare le diverse correnti culturali e politiche più dei concorrenti. E’ questa, in sostanza, la lezione che viene dall’esperienza francese e, in un certo senso, anche da quella americana, che ha comunque rispettato le regole dalla competizione interna, anche se questo ha prodotto un mutamento radicale delle gerarchie precedenti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • r.carletti73@gmail.com

    r.carletti73

    21 Novembre 2016 - 19:07

    come puo' un partito come forza italia massima espressione del partito popolare europeo feudo di moderati e centristi allearsi con un partito eversivo e populista come la lega di salvini senza aver un Berlusconi che faccia da collante politico di interessi comuni e poltrone?

    Report

    Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    21 Novembre 2016 - 18:06

    By Corriere on line- Grillo: "Chi vota SI è serial killer dei nostri figli". Dite un po', uno così, uno che sbraita così, uno che pensa di conquistare consenso urlando così, vi sembra degno di avere il certificato elettorale? Non mi suscita nemmeno indignazione, solo ripulsione. Quando sento la parola "populista" l'associazione al comico è immediata, obbligata. The Donald e anche Salvini sono poeti del Dolce Stil Nuovo, a confronto. Assistere ai tentativi politici, di alcuni politici e giornalisti collettivi che gli corrono dietro è vomitevole.

    Report

    Rispondi

  • pietro.parodi2

    21 Novembre 2016 - 18:06

    Bando agli equivoci, per favore. Nel CD di Berlusconi c'era un partito, la Lega, che pur mantenendo lo stesso nome è radicalmente cambiato. Ora è un partito lepenista, statalista, contro la globalizzazione, contro l'Euro e contro la UE. Come tale è del tutto incompatibile con un CD a vocazione liberale, europeista, per la libertà di mercato, un limitato intervento dello Stato in economia e contro la tassazione eccessiva. La Destra francese non accoglie Marine, ma la combatte, perché i valori essenziali sono opposti. Finché il CD italiano continuerà nell'illusione di poter assorbire le pulsioni eversive di Salvini e soci, sarà condannato alla sconfitta. E, sicuramente, non avrà il voto né mio né di TANTI altri. Parisi dovrebbe essere sufficientemente intelligente da capirlo, voglio sperare.

    Report

    Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    21 Novembre 2016 - 17:05

    A Redazione, tutto giusto quello che dite. Il nodo è che l'elettorato nostro, nel suo insieme, a parte interessi specifici e di casta, quelli nei loro opportunismi sono razionali, si muove emotivamente, su antipatie, simpatie contingenti e variabili, non riesce, ma è naturale, ad avere una visione che vada oltre il carpe diem e la suggestione sparsa tutti gli imbonitori di turno. Legge poco, le fonti primarie, esclusive direi, sono la rete e i blog e i social. Quando la "formazione" del "capire" politico e di quello "civico" dipendono da quegli strumenti, appellarsi alla ragione e spiegare come fate voi, la validità del monocameralismo, appare impresa, sì doverosa e utile, ma quasi disperata. Purtroppo se continua l'andazzo attuale, gli elettori di domani saranno "forgiati" da quella scuola. Non pretendo di avere certezze, figuriamoci, ma indizi sufficienti per concludere che non è bella e confortevole prospettiva.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi