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Il problema di Parisi a Milano sono i suoi

La lite tra Lega e Cav. (e Meloni) e i guai per un modello di centrodestra

di Maurizio Crippa | 16 Marzo 2016 ore 06:15

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Stefano Parisi

Lo spettacolo grottesco che il centro-destra offre di sé a Roma è inenarrabile. Con la candidata-quasi mamma che oggi annucnia la discesa in campo e il candidato delle “gazebarie” Bertolaso a cercare un “piano B” e che pesci pigliare, con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi a un passo da una rottura politica di poco senso e meno costrutto. Ma, al netto del tragicomico teatrino, l’impressione è di uno scontro frontale – finale o decisivo, anche no – tra la Lega e Forza Italia. La fotografia farlocca della reunion di Bologna, neanche un anno fa, è scolorita. Ci sono anche delle parzialissime verità politiche, in tutto questo. Una è che FI non vuole ridursi al ruolo di junior partner al traino della Lega, il che è l’esatto intento di Salvini. L’altra è che il leader leghista non possiede né una visione, né una strategia d’insieme, né voti spalmati equamente sul territorio per potersi proporre a federatore nazionale.

 

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© FOGLIO QUOTIDIANO


ARGOMENTI STEFANO PARISI , MILANO , ELEZIONI AMMINISTRATIVE

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