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Rimpasto, perché i "comunisti per Renzi" sono i più premiati

Il rimpasto di governo ha portato un upgrade a “Sinistra è cambiamento”, la corrente del ministro Maurizio Martina

di David Allegranti | 29 Gennaio 2016 ore 13:57

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Il ministro Maurizio Martina (foto LaPresse)

Il rimpasto di governo ha portato un upgrade a “Sinistra è cambiamento”, la corrente del ministro Maurizio Martina, quella dei “comunisti per Renzi”, come qualcuno li ha ribattezzati appena nati, nel giugno scorso. Ieri tra i sottosegretari e viceministri sono stati promossi Enzo Amendola, nominato sottosegretario agli Affari Esteri, e Teresa Bellanova, molto applaudita per il suo intervento all’ultima edizione della Leopolda, che passa da sottosegretario al Lavoro a viceministro dello Sviluppo economico.

La componente di Martina è l’unica del Pd a essere stata premiata da Renzi e numerosi dei suoi esponenti negli ultimi mesi hanno hanno conquistato spazi, nell’esecutivo e nel partito. Damiano, ex ministro del Lavoro con Romano Prodi, è presidente della Commissione Lavoro (scelto la prima volta nel 2013 e confermato nel luglio scorso). Matteo Mauri, da qualche mese, è diventato vicecapogruppo vicario alla Camera (era già tesoriere); Paola De Micheli, ex lettiana di ferro, è sottosegretaria all’economia; Luciano Pizzetti è sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Riforme; Micaela Campana, deputata, è responsabile nazionale Welfare della segreteria del Pd; Michele Meta è presidente della Commissione Trasporti (scelto nel 2013 e confermato nel 2015); Andrea Manciulli, vicepresidente della Commissione Esteri, è presidente della delegazione parlamentare presso l’assemblea della Nato; Luca Sani è presidente della Commissione Agricoltura (anche lui scelto nel 2013 e confermato nel 2015); Umberto Del Basso De Caro è sottosegretario alle Infrastrutture. Della componente poi fa parte anche Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, sindacalista e super tifosa di Renzi sul lavoro.
Ieri, poco prima dell’inizio del CdM, il deputato Roberto Rampi, esultava: “Tra poco in Consiglio dei Ministri tre provvedimenti a cui lavoriamo da tempo: contrasto alla povertà e riordino dei servizi sociali; tutela del lavoro autonomo; cinema, audiovisivo e spettacolo dal vivo. Ci sarà tempo e modo lavorarci e di approfondirli nel dettaglio ma intanto… Son soddisfazioni!”. Eh sì, vere soddisfazioni per i martiniani, che non si muovono solo nelle stanze romane. Per venerdì 29 gennaio la corrente di Martina ha organizzato un incontro a Milano con la ministra Maria Elena Boschi e il ministro Andrea Orlando, “per confrontarsi in modo aperto sul tema del partito, con l’obiettivo comune di avere un Pd sempre più partecipato e radicato nella società, riconoscibile nei suoi valori, moderno e utile per guidare al meglio le trasformazioni che servono all’Italia”. Un’assemblea non casuale, visto che tra poco ci saranno le primarie del Pd a Milano per scegliere il candidato sindaco e Martina ha già detto che appoggia mister Expo, Giuseppe Sala, il candidato preferito da Renzi. Un sostegno che potrebbe essere determinante nella sfida con Francesca Balzani, vicesindaca di Milano.

© FOGLIO QUOTIDIANO


ARGOMENTI MAURIZIO MARTINA , MATTEO RENZI

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