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Perché non è un incidente politico, ma buon senso, vietare l’arresto per omicidio stradale

L’emendamento di Forza Italia passato alla Camera ha una logica pratica. E' stato corretto un errore commesso per spirito demagogico, ma non è una bocciatura del governo

di Redazione | 22 Gennaio 2016 ore 15:10

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L’approvazione dell’emendamento proposto dal deputato di Forza Italia Paolo Sisto ha apportato una correzione utile e di buon senso alla legge che introduce il reato di omicidio stradale. La legge di per sé è assai discutibile: è stata presentata sulla base dell’emozione suscitata da casi in cui guidatori irresponsabili – spesso condizionati dal consumo di alcool o droghe – avevano causato tragedie per poi non pagarne le conseguenze. Però, per contrastare un fenomeno di questa natura, il ricorso a inasprimenti delle pene non serve a nulla. In un caso, quello richiamato proprio dall’emendamento Sisto – la norma che prevedeva l'obbligo di arresto anche per l’automobilista che si ferma a soccorrere la vittima – rendere più severa la pena può addirittura rivelarsi controproducente. L’automobilista che provoca gravi lesioni, se teme di finire in carcere, può essere indotto a non fermarsi per prestare soccorso e a chiedere l’intervento delle ambulanze. Con la nuova norma, invece, il guidatore sa che se si comporterà in modo civile non sarà sottoposto all’arresto. Coloro che hanno protestato, sostenendo che in questo modo si offendono i parenti delle vittime di incidenti stradali mortali, dovrebbero tener conto che la legge deve, in primo luogo, porsi l’obiettivo di ridurre il numero di tragedie stradali che finiscono con la morte di chi è investito.

 

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© FOGLIO QUOTIDIANO


ARGOMENTI OMICIDIO STRADALE , CAMERA DEI DEPUTATI , GOVERNO RENZI , PARTITO DEMOCRATICO , FORZA ITALIA

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