Avvenire, Berlusconi e il rilievo morale

Preghiera del rilievo morale. Dicevo a un amico che un quotidiano cattolico è una contraddizione in termini: “katholikòs” in greco vuol dire universale, ridurre il cristianesimo a una specializzazione significa negarlo. E quindi dicevo all’amico che mi guardavo bene dal leggere Avvenire.

Avvenire, Berlusconi e il rilievo morale

Preghiera del rilievo morale. Dicevo a un amico che un quotidiano cattolico è una contraddizione in termini: “katholikòs” in greco vuol dire universale, ridurre il cristianesimo a una specializzazione significa negarlo. E quindi dicevo all’amico che mi guardavo bene dal leggere Avvenire. Non leggo nemmeno la Croce, dove pure scrivono veri credenti: è comunque l’organo di un gruppo e io tendo all’ecumenico e con Gesù prego “perché tutti siano una sola cosa”.

 

Poi a darmi anche troppa ragione è arrivato il direttore di Avvenire che si è mostrato dispiaciuto dell’assoluzione di Berlusconi in Cassazione, evocando un incancellabile “rilievo morale”. Ecco un sedicente cattolico che invita a scagliar pietre contro un vecchio signore colpevole di essere attratto dalle giovani donne. Qui la mia identificazione col Cavaliere è totale: io sono un vecchio signore attratto dalle giovani donne. Che rappresentano, non l’ho deciso io, il tramite fra il mio corpo mortale e l’eterno. Perché “il luogo privilegiato dell’incontro con Gesù Cristo è il mio peccato” (Papa Francesco).

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