Come molti altri, provo un certo imbarazzo di fronte alla rianimazione della questione dell’energia nucleare, della cui dimissione fui fra i sostenitori più convinti. Così, ascolto senza pregiudizi la nettezza di pareri ripensati come quello di Chicco Testa (“Tornare al nucleare?”, Einaudi, il punto interrogativo è irrilevante), ma simpatizzo con interventi come quello di Roberto Della Seta: “Certo che si può cambiare idea nella vita. Tant’è vero che una ventina d’anni fa io, che ero spensieratamente in favore del nucleare,…
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di Adriano Sofri
Notizie finanziarie dell’ultimo giorno di aprile. Dirigente d’azienda compie una rapina con presa di ostaggi: “Avevo bisogno di soldi”. Ah, allora. Dodici milioni di auto in viaggio. (E le altre: tutte ferme?) “Stanco della tua vecchia auto? migliaia di auto nuove, usate e km 0, ti aspettano”. Ehi, mi aspettano. “Il prezzo del petrolio potrebbe salire fino a 200 dollari al barile”: perché non 287? Chi di voi non ha cercato di leggere il reddito del proprio vicino online alzi…
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di Adriano Sofri
E’ stato un buon 25 aprile. Ho letto il libro di Corrado Sannucci, “A parte il cancro tutto bene”, appena uscito da Mondadori. Corrado è sempre stato un gran tipo. La scoperta riguarda la sua famiglia, cui mando un abbraccio.
di Adriano Sofri
La paranoia ispiratrice del sospetto universale e dell’ossessione di una cospirazione occulta, restava un bersaglio decisivo per l’intelligenza critica. Ma ora che Al Zawahiri si è incazzato sodo per i dubbi calunniosi sollevati attorno alla paternità di Al Qaeda sull’undici settembre, e ha inveito contro l’assurdità oltraggiosa della teoria del complotto, ora non c’è più probblema.
di Adriano Sofri
In Nepal i maoisti hanno avuto la meglio sui trotzkisti. Sarà per la prossima volta.
di Adriano Sofri
Caro Maurizio Crippa, finalmente avremo la risposta alla domanda che tutti si fanno: Giuliano prenderà i voti?
di Adriano Sofri
L’idea di boicottare le Olimpiadi – perché no, caso mai? – ha il difetto di essere troppo svelta e ovvia. Meglio pensarci su. Per esempio, se le Olimpiadi non fossero state assegnate alla Cina, l’oppressione del Tibet sarebbe stata altrettanto e più brutale, e non avrebbe avuto gli occhi del mondo addosso. La fiaccola olimpica che corre per i continenti, in altre circostanze un rito un po’ buffo un po’ inosservato, è ora un lungo annuncio del diritto del Tibet…
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di Adriano Sofri