Io sto dalla parte dei sei morti ammazzati di Castelvolturno. Di cui fu detto che erano trafficanti di droga rivali, che si trattava di un regolamento di conti. Di cui ora è detto – meno, più a bassa voce – che erano “innocenti”, che non c’entravano niente, che lavoravano dall’alba alla notte. Una storia atroce, che tenta a pensare: “E se fossero stati italiani? E se almeno non fossero stati neri?”. Ora, perfino sentire quell’attributo di “innocente”, a scagionare tardi e a bassa voce sei persone che passavano da lì, fa vergognare. A scagionarli di essere esistiti.
© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO
di Adriano Sofri