Ieri ho telefonato alla casa editrice La Tartaruga. Ha curato libri molto belli. La signora che mi ha risposto mi ha detto che non si poteva parlare con nessuno, solo scrivere, chissà perché. Allora scrivo. La Tartaruga ha ripubblicato quest’anno una selezione dei Diari di Sof’ja Andreevna Tolstaja, 1862-1910 – li aveva stampati nel 1978 – con una prefazione di Doris Lessing. Vi si legge che “il grande Tolstoj era una sorta di mostro”, che è abbastanza vero, e comunque…
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di Adriano Sofri
Sul sito di Repubblica ieri c'era il resoconto di una visita ispettiva di parlamentari radicali e volontari di Ristretti orizzonti e del Garante dei detenuti all'Ucciardone. La visita aveva preso le mosse dalla lettera di un detenuto a Riccardo Arena: "Cara Radiocarcere, sono un detenuto dell'Ucciardone e quando sono entrato qui dentro sono stato nel 'canile'. Ovvero una gabbietta, larga un metro e alta due, dove stai chiuso in pedi per ore, qualcuno anche per giorni, io ci sono stato…
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di Adriano Sofri
Marija Olsufieva è nata (nel 1907) vissuta e morta (nel 1988) a Firenze, dove i suoi erano venuti, prima perché era sembrato loro che fosse un posto buono per far nascere i figli, poi perché avevano lasciato la Russia del ‘17. Marija è stata traduttrice e traghettatrice e ospite di poeti e scrittori russi per tutta la vita. La conobbi quando Lotta Continua aveva smesso di essere un’organizzazione politica per sopravvivere come un giornale famelico, e si era (finalmente) appassionata…
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di Adriano Sofri
“Le grida di ‘L’Aquila, L’Aquila’ sono continuate minacciose”. (Dal sito del Tg1, ieri pomeriggio).
di Adriano Sofri
Venerdì 2 luglio Tavarnuzze, frazione umile della nobile Impruneta, si è finalmente trovata a un crocevia storico, fra l’Italia dell’Anas e l’Italia dei Comuni, e poi fra l’Italia comunale e quella vescovile. Entrava in vigore il pedaggio per la cosiddetta – per scherzo: è una carrettiera – superstrada Firenze-Siena, detta Autopalio, che si imbocca all’uscita di Firenze Certosa della A1: fra uno e due euro in più da pagare al casello autostradale. Dettaglio genialmente moderno: paga chiunque esca alla Certosa,…
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di Adriano Sofri
Un’appendice alla posta di ieri, a proposito della “rivoluzione della riabilitazione” propugnata dal ministro conservatore inglese della Giustizia Ken Clarke e dal suo premier Cameron. Sul Guardian del giorno dopo il già ergastolano Erwin James dice che Clarke ha ragione a mettere al primo posto la sicurezza dei cittadini, e a non nascondersi, come fanno (quasi) tutti per demagogia e ipocrisia, che le discariche umane in cui sono trasformate le prigioni servono a tutt’altro che a ridurre i reati e…
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di Adriano Sofri
Madoff avrebbe rivelato al compagno di cella – bell’infame – di aver nascosto da qualche parte nove miliardi di dollari. Chi troppo e chi niente. Io non avevo una lira e stavo in una cella singola, così non potevo rivelarlo a nessuno.
di Adriano Sofri
Ho accolto con entusiasmo la discussione dei pensieri di Guido Viale, che hanno così ragione, e da tanto tempo, che vengono presi in conto solo quando succede un disastro, e si impongono misure d’eccezione. Così la buona ragione di Viale si tramuta nel suo torto immediato, perché il governo dei rifiuti e il ripudio dell’automobile privata e il riuso sono argomenti da pazzi quando tutto va bene (cioè normalmente e micidialmente male) e argomenti di lusso quando l’acqua arriva alla…
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di Adriano Sofri
Caro Foglio, vorrei dichiarare, e anzi ribadire la mia adesione al principio della libertà e segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, che nell’appello pubblicato ieri si è imperniato sul ripudio dello slogan “Intercettateci tutti”. Vorrei allegare le seguenti considerazioni.
1. Il grido “Intercettateci tutti” è palesemente un calco di altri slogan, e in particolare di quello: “E adesso, uccideteci tutti”. Dunque, una volta ammesso che dei giovani di Locri non si augurassero affatto di essere tutti…
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di Adriano Sofri
Ascolto il racconto di un posto bellissimo in cui vengono ospitati bambini che hanno malattie gravi, per essere curati e fare una vacanza. C’è un bambino straordinariamente felice. Ma il penultimo giorno se ne sta in disparte con un’aria triste. Gli si fanno attorno premurosamente, scherzano, cercano di fargli allegria, ma lui resta silenzioso, in pensiero. “Che cos’hai? – gli chiedono – Per favore, dicci che cosa c’è che non va”. Alla fine lui spiega: “Ho l’impressione di stare guarendo. Ho paura che non mi prenderanno più”.
di Adriano Sofri