La congiura dello Stato islamico a Barcellona

Niccolò Machiavelli si occupò molto di congiure, ma avrebbe dovuto rivedere le proprie convinzioni psicologiche, o interrogarsi su quelle delle polizie e dei vicini di casa

La congiura dello Stato islamico a Barcellona

LaPresse/XinHua

Niccolò Machiavelli si occupò molto di congiure, e in un paio fu personalmente coinvolto. Scrive che “per esperienzia si vede molte essere state le congiure e poche avere avuto buono fine”. Spiega che “quegli che congiurano, o ei sono uno, o ei sono più. Uno, non si può dire che sia congiura, ma è una ferma disposizione nata in uno uomo di ammazzare il principe”. Potremmo dire che un cosiddetto lupo solitario abbia una probabilità in più di riuscire, perché è esonerato da uno dei pericoli maggiori che incombono sui cospiratori: la difficoltà di tenere il segreto. Gli uomini soli hanno dunque una possibilità maggiore, ma è molto più raro che si mettano nell’impresa, perché sono sicuri d’essere ammazzati subito dopo, e “non si truova chi voglia andare a una certa morte”. Machiavelli sapeva immaginare uomini audaci disposti a morire, non uomini invasati che agognassero di andare a una certa morte. Sulle vere congiure, quelle fra più uomini uniti dal giuramento, dal vincolo del segreto e dalla prontezza alla violenza, dice Machiavelli che la loro riuscita, quando siano preparate da lontano, è pressoché miracolosa. Dice addirittura che è impossibile cautelarsi dalla scoperta della congiura “per malizia, per imprudenza o per leggerezza”, ogni volta che “i conscii d’essa passono il numero di tre o di quattro”. Machiavelli pensava, come i suoi classici, che a congiurare fossero soltanto uomini di rango, spesso nella cerchia stretta del principe o fra i maggiorenti delle repubbliche. Oggi non è così, ma è a maggior ragione allarmante che, sia pure col cemento armato del giuramento reso di nuovo tremendo dalla superstizione islamista, dodici scalzacani, alcuni fra i quali ancora ragazzi, abbiano saputo e potuto preparare a lungo il loro colpo di Catalogna e custodire il segreto, traditi solo, in parte, dalla propria incompetenza. Machiavelli avrebbe dovuto rivedere le proprie convinzioni psicologiche, o interrogarsi su quelle delle polizie e dei vicini di casa.

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Commenti all'articolo

  • Marco Di Mattia

    23 Agosto 2017 - 08:08

    Perché "rivedere le proprie convinzioni psicologiche"? Il pensiero di Machiavelli ci ricorda un fatto che, nella sua semplicità, è in grado di circoscrivere bene quella che qualcuno potrebbe chiamare "superiorità della civiltà occidentale". Noi sapevamo, già mezzo millennio fa, che l'immortalità dell'anima è una eventualità parecchio improbabile. E, già mezzo millennio, fa, ci pareva impossibile credere il contrario.

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