Quei calunniati dei nostri tempi

C'è un'euforica campagna congiunta contro Ristretti Orizzonti. La lettera aperta di Ornella Favero 

Quei calunniati dei nostri tempi

Una cella del carcere di San Vittore a Milano (foto LaPresse)

Fra le esperienze più belle ed efficaci di attuazione dell’idea che la Costituzione si fa del carcere c’è quella di Ristretti Orizzonti. Oggi quella esperienza viene descritta da una euforica campagna congiunta come un disegno criminale. Non avendo lo spazio adeguato a un tale assalto vorrei pregare di leggere sul sito di Ristretti Orizzonti.it la lettera aperta che Ornella Favero ha indirizzato al quotidiano Il Gazzettino, che anche lui non ha trovato lo spazio per pubblicarla. Ornella Favero è la prima animatrice dell’impegno padovano e oggi la presidente di un’attività di circa diecimila volontari riuniti nella Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia. L’intestazione dice: “L’onore di una persona, l’onore di un giornale, l’onore di vent’anni di un’esperienza come Ristretti”. Trascrivo solo il primo brano: “Mi chiamo Ornella Favero, suppongo che mi conosciate per il trattamento che mi avete riservato sul vostro giornale. Mi sembra strano e antico parlare di ‘onore’, però c’è un pensiero fisso che ho, che mi costringe in questi giorni a parlare di onore: sono quasi sollevata che i miei genitori non siano più vivi, perché ci soffrirei troppo a vederli leggere certe miserie che riguardano me e le cose che faccio, di cui sono stati sempre fieri”. Leggete il resto, per favore. Per il rischio di non esserci più, o di non sapere bene di che cosa si tratti, quando verrà assegnato ai nipoti un tema di maturità su una frase o un gesto di Ornella Favero o di Rita Bernardini o di qualche altra o altro poeta calunniato o misconosciuto dei nostri tempi.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    22 Giugno 2017 - 09:09

    "Una parola su cui lavoriamo molto è 'scivolamento'--spiega Ornella--Quando i ragazzi a scuola,ascoltano una storia di tossicodipendenza si accorgono che si può arrivare a una dipendenza attraverso un lento scivolamento. Capire questo, significa rivedere completamente la propria idea di chi commette reati,vale a dire che non si tratta ..di una persona che a un certo punto decide ma a volte di una persona che scivola."(*) Come a dire che un assassino che spara per strada e uccide, a volte è un assassino che scivola politicamente o religiosamnete nel delitto; ovvero chi si ritrova con 1 Kg. di mariuana è scivolato lentamente nella droga. Il problema della pena, in Italia è che va scontata,tutta, in condizioni civili (mq. x detenuto, lavoro retribuito, letture), il resto è politica della parola(politica della politica direbbe Edgar Morin)e in Italia ne abbiamo sempre avuta troppa: sociologia di Caino, dell'ozio, di Abele (*)intervista,4/12/12 di E.Vandini a O.Favero sul Fatto Quotidian

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