La lezione di Giovanni Arrighi

Da domani, e per tre giorni, all’Università della Calabria si svolge un convegno internazionale dedicato all'autore di "Il lungo XX secolo"

La lezione di Giovanni Arrighi

Università della Calabria

Da oggi, e per tre giorni, all’Università della Calabria si svolge un convegno internazionale dedicato al pensiero di Giovanni Arrighi e in particolare al suo “Sviluppo capitalistico in ambienti ostili” per il quale gli anni del suo insegnamento calabrese furono importanti quanto quelli della sua lunga esperienza africana. Arrighi (1937-2009) è stato un formidabile studioso e pensatore “di sistema”, e una persona di cordialissima umanità, che i suoi amici e allievi ricordano con un affetto singolarissimo – uno è Gad Lerner, beniamino segreto di questo giornale. Io non fui suo amico né allievo, benché abbia letto alcuni dei suoi testi con ammirazione e piacere, in particolare l’“Adam Smith a Pechino” (2008) che Carlo Feltrinelli considera un suo gioiello, e “Il lungo XX secolo”, Il Saggiatore, 2014. Non so vedere la storia del mondo con uno sguardo lungo e quando simulai di farlo, per dare un fondamento alla voglia di rivoluzione, fui piuttosto un impostore perché avevo troppa fretta e all’indomani, come liberato da una materia dell’obbligo, mi autorizzai uno sguardo cortissimo, quello dell’incontro a tu per tu, o lunghissimo, quello del destino del pianeta, che sono due modi di sfuggire alla responsabilità di prendere sul serio il capitalismo. Imparerei molto dal convegno calabrese che, con le sue partecipazioni, ricorda il fortissimo prestigio internazionale che Arrighi si è conquistato, Samir Amin, Perry Anderson, Maurice Aymard, Ada Cavazzani, Romano Madera, Marta Petrusewicz, Jane e Peter Schneider, Beverly Silver, coautrice di tanti suoi studi, Giordano Sivini, Immanuel Wallerstein, e poi Piero Bevilacqua, Giorgio Cesarale, di cui ho letto una chiara introduzione alla raccolta su “Capitalismo e (dis)ordine mondiale” (Manifestolibri, 2010), Andrea Fumagalli, Stefano Lucarelli, Enzo Mingione, Mario Pianta, Carlos Prieto del Campo. I promotori sono stati soprattutto colpiti dalla larghezza e intensità dell’adesione internazionale di giovani studiosi e studenti, che evidentemente di uno sguardo lungo hanno bisogno e voglia di dotarsi in un tempo in cui non c’è più troppa fretta – che la si rimpianga o no. Donzelli ha appena pubblicato, a trent’anni dalla sua uscita, la prima versione italiana de “Il capitalismo in un contesto ostile”, la cui coautrice, Fortunata Piselli, discuterà con Tonino Perna delle verifiche internazionali dell’intrepido “paradigma Calabria”: la strada “prussiana” (il Crotonese), la strada “americana” (la Piana di Gioia Tauro) e la strada “svizzera” (il Cosentino), caratterizzate rispettivamente da lotta di classe, faide e migrazioni.  

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