L'eccesso di zelo dell'uditorio di Theresa May

Cara Paola Peduzzi, guardando in televisione il discorso di Theresa May non sono stato tanto impressionato dalla sua voracità – il vero partito dei lavoratori siamo noi, e metteremo in riga gli immigrati, ecc.
L'eccesso di zelo dell'uditorio di Theresa May

Theresa May (foto LaPresse)

Cara Paola Peduzzi, guardando in televisione il discorso di Theresa May non sono stato tanto impressionato dalla sua voracità – il vero partito dei lavoratori siamo noi, e metteremo in riga gli immigrati, ecc. – quanto dall’uditorio di conservatori reduci dall’azzardo rovinoso di Cameron e dalla trepidazione per l’ignoto della Brexit, che lei si è accontentata di promuovere a “grande occasione”. Quell’uditorio che si immagina compassato e questa volta anche presumibilmente abbacchiato si è scatenato in applausi scroscianti pressoché a ogni frase pronunciata dalla signora primo ministro. Un eccesso di zelo così psicologicamente scoperto mi ha ricordato una circostanza apparentemente incomparabile, il discorso di insediamento alle camere del secondo mandato di Giorgio Napolitano. Chissà se vuol dire qualcosa.

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