Al lupo! Al lupo!

Commentando per Sky la macelleria di Saint-Etienne-du-Rouvray, Massimo Introvigne ha detto che non esistono più “lupi solitari”, perché la rete ha dato a ogni aspirante decapitatore o sgozzatore una comunità di cui sentirsi parte e da cui ricevere e cui ricambiare messaggi solidali ed eccitanti.
Al lupo! Al lupo!

Foto LaPresse

Che un’impresa assassina condotta da due persone faccia evocare il lupo solitario è in sé contraddittorio. Al di là di questo, commentando per Sky la macelleria di Saint-Etienne-du-Rouvray, Massimo Introvigne ha detto che non esistono più “lupi solitari”, perché la rete ha dato a ogni aspirante decapitatore o sgozzatore una comunità di cui sentirsi parte e da cui ricevere e cui ricambiare messaggi solidali ed eccitanti. Proprio così: il branco social-mediatico è insieme evidente e trascurato. La ricostruzione dei precedenti di Anders Breivik ne aveva offerto un quadro esemplare. Non si è più soli, e si è sempre meno capaci di far uso della buona solitudine. Il rimedio della solitudine malintesa, dell’isolamento, è la connessione: sono connessi i potenziali terroristi e gli attuali imbecilli, odiatori, invidiatori e vendicatori, se non d’altro, di sé. Lupi no, ma connessi.

 

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