C'è chi vende una fotografia di una patata per un milione di euro

Kevin Abosch, fotografo ritrattista di personaggi di rango, ha venduto la fotografia di una patata per un milione di euro. La notizia, di pochi giorni fa, è accompagnata da un aneddoto, come esige la storia dell’arte e specialmente del mercato.
C'è chi vende una fotografia di una patata per un milione di euro

Kevin Abosch, fotografo ritrattista di personaggi di rango, ha venduto la fotografia di una patata per un milione di euro. La notizia, di pochi giorni fa, è accompagnata da un aneddoto, come esige la storia dell’arte e specialmente del mercato. Abosch, già biologo, aveva fotografato la sua patata sul fondo nero che gli è usuale e se l’era appesa a casa. Un suo cliente collezionista l’ha vista e comprata. Avrà chiesto: “Quanto fa la patata?”. “Un milione”, avrà detto Abosch, e affare fatto. Non credo che abbiano trattato. Comunque sia, le patate sono bellissime, anche quella di Abosch, con la sua aria di pianeta appena scoperto.

 

Nell’occasione la foto è stata ribattezzata “Ritratto di patata”. Vorrei ricordare che Wolfango, il formidabile pittore che vive e lavora a Bologna, ha sempre saputo come fossero belle le patate -e i carciofi, l’aglio, i broccoli. Ne ha ritratte tante. C’è un suo quadro, grande due metri per 1,65, che ritrare due vecchie patate con i germogli. Giorgio Soavi se ne ispirò per un suo racconto, “Il quadro delle patate” (Guanda 1994). Guardate. Se fossi ricco, comprerei il quadro di Wolfango: a due milioni.

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