Il Libretto Rosso

Quindici giorni fa erano arrivate due notizie, corredate da fotografie. Che in un villaggio dello Henan era stata eretta una statua del Presidente Mao Zedong seduto – in maestà, diciamo – alta 36,6 metri, più o meno come un palazzo di tredici piani, e tutta dorata (“d’oro”, ha scritto qualche giorna
Quindici giorni fa erano arrivate due notizie, corredate da fotografie. Che in un villaggio dello Henan era stata eretta una statua del Presidente Mao Zedong seduto – in maestà, diciamo – alta 36,6 metri, più o meno come un palazzo di tredici piani, e tutta dorata (“d’oro”, ha scritto qualche giornale, con una certa allegria finanziaria). Subito dopo si è saputo che il Mao babilonico assiso in aperta campagna era stato demolito, per qualche mancata autorizzazione comunale alla costruzione. Reduce perplesso da quelle laconiche e strampalate notizie, e da tutte le altre, sono tornato a immergermi in libri vecchi, passione sedata ma non spenta. In un catalogo 2012 della Libreria antiquaria fiorentina Gonnelli, una delle più belle del mondo, invece di un incunabolo o di una legatura alle armi mi viene incontro dalla copertina una faccia di Mao. La competenza elegante con cui sono compilate da generazioni le schede Gonnelli si rinnovava qui: “Prime edizioni italiane. Citazioni dalle opere del Presidente Mao Tse-tung”. Pechino: Casa editrice lingue estere, 1967. In-16° (mm 129x90). Pagine [8] (con occhietto, frontespizio, ritratto di Mao e facsimile calligrafico della “iscrizione autografa del compagno Lin Piao”), IV, 327, [5]. Etichetta all’ultima carta. Ottimo esemplare. Legatura originale in vinile rosso, titoli impressi a secco al piatto anteriore. Prima edizione italiana del Libretto Rosso, contenente i 33 capitoli presenti a partire dalla terza edizione cinese dell’agosto 1965. Il colophon possiede la dicitura “1-It-734Pc”. Il catalogo aggiunge una dettagliata ricostruzione del peso avuto da quel libro in Cina e nel resto del mondo. Passata la prima sorpresa, ho ripensato che la bibliofilia è uno dei modi più entusiasti e rassegnati di prendere la distanza e di accamparsi dov’è silenzio e cenere e frontespizi e capilettera la gloria che passò. Già quando il Libretto Rosso era al colmo dell’auge, un amico mi aveva raccontato che i guerriglieri angolani ne facevano un vasto consumo: la trasparente carta velina delle sue paginette si prestava a essere arrotolata e leccata a farne una sigaretta, e fumata. Vorrei in conclusione avvertire i lettori eventuali della generazione anziana che, invece di fumarlo, avessero conservato presso di sé il Libretto Rosso, accontentandosi di spostarlo sugli scaffali via via più alti, o nascondendolo in seconda fila, che il Lotto pertinente della Libreria Gonnelli, Mao Tse-tung, euro 700, restò invenduto. Ancora un po’ di pazienza.

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