La dignità di Ruqia Hassan

Per quanto mi illuda di seguire premurosamente e anzi ansiosamente le notizie che vengono dai luoghi in cui la storia umana alza più il gomito, non avevo saputo che la giovane donna di Raqqa, Ruqia Hassan, avesse pubblicato un post che diceva: “Sono a Raqqa e ho ricevuto minacce di morte. Ma quando
Per quanto mi illuda di seguire premurosamente e anzi ansiosamente le notizie che vengono dai luoghi in cui la storia umana alza più il gomito, non avevo saputo che la giovane donna di Raqqa, Ruqia Hassan, avesse pubblicato un post che diceva: “Sono a Raqqa e ho ricevuto minacce di morte. Ma quando l’Isis mi arresterà e mi ucciderà sarà ok perché loro mi taglieranno la testa e io ho la dignità. Meglio che vivere nell’umiliazione con l’Is”. Quell’ultimo post era dello scorso 21 luglio, abbiamo saputo ieri. Abbiamo saputo ieri anche che Ruqia Hassan è stata assassinata dall’Isis, come “spia”, forse a settembre. I funzionari addetti di quello Stato lo hanno appena comunicato ufficialmente alla famiglia. Lo registro in queste impercettibili righe, se pure non lo si scolpisca nei cuori e sui muri di ogni casolare. 

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