L'accoglienza di fronte all'orrore

Riporto qui la proposta di Lucia Sorbera e Paola Caridi, che, sventata la pazzia della dedica alla letteratura ufficiale dell’Arabia Saudita, il Salone 2016 ospiti non un paese ma una lingua letteraria e i suoi cittadini, dovunque riparati. Ho una postilla sulla conclusione: all’orrore e agli stereo
Riporto qui la proposta di Lucia Sorbera e Paola Caridi, che, sventata la pazzia della dedica alla letteratura ufficiale dell’Arabia Saudita, il Salone 2016 ospiti non un paese ma una lingua letteraria e i suoi cittadini, dovunque riparati. Ho una postilla sulla conclusione: all’orrore e agli stereotipi si deve rispondere con la conoscenza e l’accoglienza, ma non “solo”, purtroppo. “Abbiamo accolto con sollievo la notizia che il Salone del Libro di Torino non vedrà come paese ospite dell’edizione 2016 l’Arabia Saudita. Non siamo contro la popolazione saudita, che riteniamo la prima vittima di un regime, stigmatizzato per le patenti e crudeli violazioni dei diritti umani. Sin dal maggio scorso abbiamo pensato che a pagare il prezzo della scelta del Salone del Libro sarebbero stati proprio gli scrittori sauditi, e assieme a loro quelli arabi. La censura in vigore in Arabia Saudita ha fatto sì, infatti, che molti scrittori nazionali siano stati pubblicati all’estero, nelle altre capitali della regione araba o in Europa o negli Stati Uniti. La politica perseguita da Ryadh, inoltre, ha influito pesantemente sulla repressione dell’ondata rivoluzionaria del 2011, definita dagli intellettuali locali come il secondo Risveglio Arabo. Perché non invitare come paese-ospite la Letteratura Araba? Non un paese, ma una patria. L’unica patria degli scrittori arabi che non è piegata alle censure del regime di turno, e alle pressioni politiche e securitarie. In un tempo così difficile e duro, in cui i paesi arabi arrivano sui teleschermi e nei giornali solo per le crisi, le guerre, le nefandezze, e la loro umanità dolente, il Salone si porrebbe all’avanguardia nella cultura europea. Di fronte all’orrore e agli stereotipi, si può rispondere solo con la conoscenza e l’accoglienza”. (Per aderire, arabialsalone@gmail.com).

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