Porte girevoli

Poiché le disgrazie non vengono mai sole, tre giorni fa il ministero della salute iracheno, insieme all’organizzazione mondiale della sanità, ha comunicato che in alcuni governatorati (Najaf, Diwanija) e ad Abu Ghreib, dunque appena ad ovest di Bagdad, erano stati accertati 38 casi di colera. Lo sta
Poiché le disgrazie non vengono mai sole, tre giorni fa il ministero della salute iracheno, insieme all’organizzazione mondiale della sanità, ha comunicato che in alcuni governatorati (Najaf, Diwanija) e ad Abu Ghreib, dunque appena ad ovest di Bagdad, erano stati accertati 38 casi di colera. Lo stato spaventoso dell’igiene, l’abbassamento del livello dell’Eufrate dopo un un’estate torrida, i movimenti interni – Najaf è meta di pellegrinaggi sciiti – la condizione dei campi, in un paese in guerra con 3 milioni e 200 mila sfollati, suscitano allarme. L’Oms dichiara che “al momento non c’è un rischio rilevante di diffusione internazionale”. Poiché le disgrazie, oltre a non venire mai sole, a volte si avvolgono tormentosamente su se stesse, i curdi siriani del Pyd hanno informato che Osama Abdul Mohsen, il padre col bambino in braccio sgambettato dalla giornalista ungherese – poi accolto in Spagna dal Real Madrid e da Cristiano Ronaldo, che gli hanno offerto un impiego – era stato un militante del Fronte al Nusra e aveva combattuto contro di loro fino alla primavera del 2015. Abdul Mohsen aveva allenato la squadra al-Fatwa a Deir Ez Zor dal 2004 al 2014; secondo il sito del Pyd nel 2004 era stato coinvolto nella repressione violenta della ribellione curda a Qamishlo (il capoluogo del Rojava curdo-siriano) scoppiata dopo una partita di calcio, in cui le forze di sicurezza siriane uccisero più di 50 curdi. Porte girevoli, catene che non vogliono spezzarsi.

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