Elemosina

In un sottopassaggio di Firenze ci sono, pressoché uno di fronte all’altro, due tipi diversi di elemosinanti. A sinistra sono un ragazzo e una ragazza italiani con due cani, una specie di pastore bianco e un lupacchiotto nero, e davanti una scodella da monete. A destra, solo tre o quattro metri oltr

In un sottopassaggio di Firenze ci sono, pressoché uno di fronte all’altro, due tipi diversi di elemosinanti. A sinistra sono un ragazzo e una ragazza italiani con due cani, una specie di pastore bianco e un lupacchiotto nero, e davanti una scodella da monete. A destra, solo tre o quattro metri oltre, un giovane nero, che tende la mano con un berretto. Sembra un test per i passanti: a quale dei due tipi la fate, a quale no? E perché? O a nessuno dei due, o a tutti due. Bene, ognuno decida come crede, e se la veda con sé. Solo che il ragazzo nero, che deve avere un altro impegno, o pensa di aver fatto abbastanza per oggi, vuota il berretto, se lo mette in testa, viene a posare un paio di monete nella scodella dei  cani e dei ragazzi, saluta e se ne va.

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