Non vuoi trasferirti? Ti licenzio. Il caso Sider

Una ditta specializzata di Piombino, la Sider, ha 44 dipendenti di cui 22 operai. Ha una commessa molto importante del governo eritreo, per 70 milioni di euro: un porto, una centrale a biomasse alimentata da olio di palma, frantoi e cantieri.
Una ditta specializzata di Piombino, la Sider, ha 44 dipendenti di cui 22 operai. Ha una commessa molto importante del governo eritreo, per 70 milioni di euro: un porto, una centrale a biomasse alimentata da olio di palma, frantoi e cantieri. Uno degli operai  lavora da vent'anni con la Sider, ha un bambino piccolo, non crede di poter affrontare i mesi di trasferimento, oltretutto dopo aver letto sul sito della Farnesina che l'Eritrea è un paese a rischio, e rifiuta di partire. La Sider lo licenzia. Ma nel contratto si prevedono trasferimenti solo entro 100 km. Il licenziamento è stato deciso unilateralmente e senza alcuna comunicazione ai sindacati, dunque escludendo a priori anche il ricorso ai cosiddetti ammortizzatori sociali. Brutta storia: firmare un contratto di lavoro non è come arruolarsi nella Brigata San Marco. Che 43 lavoratori siano pronti ad andare a guadagnarsi il pane in Eritrea è apprezzabile; che uno non voglia andarci è del tutto normale, ed è un suo diritto. I titolari della Sider farebbero bene a contare fino a dieci, e revocare una gratuita prepotenza. 

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