Chiudere la porta in faccia a Platone

Fra l’altroieri e ieri ho trascorso undici ore in treni, alcuni dei quali a bassa lentezza: un tuffo nel passato prossimo, e nel futuro anteriore. Ho letto una quindicina di quotidiani di carta. Anche l’Unità erasmiana, la cui riuscita segna la conclusione di una lunga epoca di celebrazioni di Sergi
Fra l’altroieri e ieri ho trascorso undici ore in treni, alcuni dei quali a bassa lentezza: un tuffo nel passato prossimo, e nel futuro anteriore. Ho letto una quindicina di quotidiani di carta. Anche l’Unità erasmiana, la cui riuscita segna la conclusione di una lunga epoca di celebrazioni di Sergio Staino, e la sua riconsegna al pane quotidiano. Da questa scorpacciata, consegno alla memoria la fotografia in bianco e nero con cui il Monde di martedì illustra la pagina di ricapitolazione del quinquennio di crisi greca, intitolata con doverosa ginnasialità “Non si chiude la porta in faccia a Platone”. La didascalia della foto dice: “28 maggio 1979, giorno della firma, ad Atene, del trattato di adesione della Grecia alla Comunità Economica Europea”. La fotografia è di quelle di prammatica: filari di statisti sui gradini di una scalinata, con il contorno laterale di qualche addetto. Ho contato: sono 51 personaggi. Tutti 51 maschi. Guardare quella fotografia dovrebbe bastare ad Angela Merkel a correre ai rimedi, a scanso di figurare in una foto a colori del 2051 con lei al centro, la cui didascalia dica: “28 giugno 2015, il giorno dell’uscita della Grecia” eccetera.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi