La memoria di Elvira

Il numero 1.000 della preziosa collana della Memoria Sellerio si intitola “La memoria di Elvira”, e racconta la storia di una gran donna che ha fatto l’editrice, per la voce di sue autrici, autori e collaboratori.
Il numero 1.000 della preziosa collana della Memoria Sellerio si intitola “La memoria di Elvira”, e racconta la storia di una gran donna che ha fatto l’editrice, per la voce di sue autrici, autori e collaboratori. Il libro è appena uscito, e figurava sabato fra i più venduti nella saggistica. Difficile decidere se la sua categoria sia quella, o la narrativa, dal momento che tutti gli intervenuti raccontano Elvira Giorgianni Sellerio attraverso il proprio rapporto con lei. A Torino, dove il libro è stato presentato insieme ad altre iniziative della casa editrice, colpiva un aspetto ulteriore dell’eredità di Elvira: l’aria di amicizia che tira fra i suoi autori di ieri e di oggi. Per esempio, c’era un dibattito fra giallisti Sellerio, una schiera ingente – maschi i giallisti, in maggioranza donne il pubblico, vale probabilmente per ogni letteratura: si erano tutti letti mutuamente, e se la giocavano con molto spirito, per interposti protagonisti. Non voglio dire che autrici e autori Sellerio non siano dotati di una personale vanità, ci mancherebbe altro: solo che invece di tradurla in gelosia o invidia, la traducono nel sentimento di stare nella stessa barca, e con un vero piacere. (Che fatica usare espressioni simili oggi, stare nella stessa barca…). Andrea Camilleri, che apre il volume citato, all’amicizia per Elvira ha dedicato anche un intervento filmato memorabile per acutezza, allegria e commozione.

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