L'ipocrisia francese sugli immigrati

Riprendo il tema di ieri, sui giovani di colore che la polizia tiene a distanza dai binari dei treni per il nord, come avevo visto a Verona. Per due aggiunte importanti.
Riprendo il tema di ieri, sui giovani di colore che la polizia tiene a distanza dai binari dei treni per il nord, come avevo visto a Verona. Per due aggiunte importanti. La prima è la notizia dalla Francia, che il Monde di ieri intitola sarcasticamente “Per la polizia, i terroristi arrivano alla gare de Lyon col treno delle 9 e 30”. E’ il treno da Venezia e Milano, e la prefettura parigina spiega che ogni giorno vi viaggiano tra i 60 e i 70 migranti, e che, essendo loro rimasti un lungo tempo in Libia in una condizione mentale e fisica indebolita, possono essere stati indottrinati, specialmente i provenienti dal Mali, dalla Tunisia e dall’Egitto (!), da terroristi jihadisti. Tutto ciò autorizza la polizia, secondo lei, a controllare l’identità di questi viaggiatori, a partire dal loro aspetto esteriore. Che le autorità designano recuperando categorie come “il tipo nordafricano”, o “africano”. Difficile dire se sia peggiore l’ipocrisia della polizia francese, che vuole così giustificare i controlli su base fisiognomica, o l’assenza di ipocrisia della polizia italiana, che caccia i candidati viaggiatori secondo il colore della pelle – oppure la differenza sta solo nel fatto che da noi non è trapelata la circolare di polizia apposita. La seconda ragione per tornare sul tema è necessaria davvero. Infatti il patrono di Verona è san Zeno, cui è intitolata la meravigliosa basilica. Avendola appena visitata, non dovevo dimenticare di citare a celebre statua di marmo colorato in cui san Zeno ha una specie di sorriso quasi etrusco, per il quale viene chiamato da sempre con una espressione devotamente affettuosa “San Zen che ride”. La statua ha una faccia piuttosto nera, e san Zeno era nato in Mauritania, ed era anche detto “il vescovo moro”. Ecco: se venisse a sapere del marciapiede della sua stazione interdetto ai giovani africani, san Zen troverebbe che non c’è niente da ridere.

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