Gli atti del comitato parlamentare che si occupò, vanamente, del G8 di Genova nel 2001

All’improvviso, dalla folla anonima ed esaltata di certe circostanze pubbliche, si stacca un individuo, uno solo, sconosciuto fino a un momento prima, di nuovo sconosciuto fra poco. Ma intanto, che abbia ragione o torto, basta a mostrare la miseria di quella folla.
All’improvviso, dalla folla anonima ed esaltata di certe circostanze pubbliche, si stacca un individuo, uno solo, sconosciuto fino a un momento prima, di nuovo sconosciuto fra poco. Ma intanto, che abbia ragione o torto, basta a mostrare la miseria di quella folla. Sto leggendo gli atti del comitato parlamentare che si occupò, vanamente, del G8 di Genova nel 2001. C’è un primo episodio. “Da via Nizza, i black blockers indisturbati si dirigono verso piazza Palermo; durante il percorso si fermano davanti a un Commissariato della PS e lanciano pietre; esce dalla porta un agente, disarmato, che inveisce contro di loro: i black blockers si ritirano dopo aver danneggiato un’auto”. Secondo episodio. “In occasione degli scontri di via Tolemaide del 20 luglio, un uomo vestito di nero e travisato /mascherato/ avanza, solo, a brevissima distanza, verso un reparto dei carabinieri, che arretrano”.

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