Il giorno dopo, al Museo del Bardo

Incontro Fabrizio Cicchitto con una delegazione di parlamentari italiani.
Il giorno dopo, al Museo del Bardo riaperto al pubblico, incontro Fabrizio Cicchitto con una delegazione di parlamentari italiani. E’ una vita che non ci vediamo, dice. Sì, dico, anzi due vite o tre. Ormai le vite si succedono in fretta, come le repubbliche: la Terza repubblica, la quarta vita. C’è una sala dedicata a sant’Agostino, “il berbero” Agostino. Il quale si interrogava, ricorda la didascalia, sulla dimensione del mondo: perché non è più piccolo, o più grande? Avrei detto che fosse Pascal. Poi, per risalire ancora più indietro, sono andato sulla spiaggia di Cartagine. Prima di sentirmi in dovere di meditare sull’accanimento messo a distruggerla, per poi piangerci sopra, ho visto una ragazza col foulard seduta su una barca in secco, di fronte al mare. Teneva le braccia allungate verso l’Europa con un telefonino in mano, e si è fatta un selfie sullo sfondo dell’Africa. Poi ho camminato con due cani bianchi e neri, devono essere fratelli. Un po’ li seguivo io, un po’ mi seguivano loro.

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