Cassano starebbe meglio in panchina a fare la riserva di lusso

Grazie a dio è scorretto, non fa l’ipocrita, forse è stato il più puro del calcio italiano. Ma è davvero schizzato di testa

Cassano starebbe meglio in panchina a fare la riserva di lusso

Antonio Cassano (foto LaPresse)

L’avessi sentita per strada o al bar ci sarebbe stata una vivace discussione, ma come si permette, lei non sa chi sono io anzi noi. E sarebbe finita in rissa. Invece detta da Antonio Cassano, a freddo e dall’alto, la frase ha la forza crudele e perentoria della verità: il Milan è una squadra di giocatori che all’epoca sua non si sarebbe potuta spogliare nemmeno fuori Milanello, “è una squadra di scappati da casa”. Scappati da casa, ovvero terremotati, alluvionati, profughi, indigenti capitati in un maniero di antico splendore. Hanno comunque sudato, il probabile sesto posto e la supercoppa italiana sono già un successo di cui almeno la metà del merito spetta a Montella, allenatore da 10. Si può essere irritati per la manifesta ingratitudine verso chi gli tenne la mano mentre gli infilavano un ombrellino tra i due atri del cuore, l’uomo è zotico e brutale ma di calcio capisce eccome: e grazie a dio è scorretto, non usa giri di parole, non fa l’ipocrita come i tanti commentatori per bene sparsi nei salotti televisivi.

 

Ha detto che i tre calciatori più sopravvalutati del mondo sono Paul Pogba, James Rodriguez, e Mario Balotelli e la cosa va interamente a suo onore.

 

Il suo undici ideale: Buffon in porta, Cafu, Sergio Ramos, Nesta, Roberto Carlos in difesa (si fa per dire), Guti, Pirlo, Zidane a centro campo e davanti Totti, Cassano e Ronaldo il brasiliano. Ci vuole coraggio a far sognare senza ricorrere ai soliti beni rifugio, Messi e CR7.

Se Mario Balotelli e Antonio Cassano fossero vissuti nel ’500 forse si sarebbero parlati così

Ecco la nuova rubrica "Il Campionato furioso”, in cui il nostro inviato nel Medioevo Mirko Volpi racconterà i protagnisti del campionato con dialoghi poetici e colti. Anticipiamo qui un profondo scambio di battute tra Mario Balotelli, il Moro e Antonio Cassano, àpulo pedatore.

Solo che proprio Cassano starebbe meglio in panchina a fare la riserva di lusso. Non perché non avesse talento anzi, forse è stato il più puro del calcio italiano, forse più dello stesso Totti o di Del Piero: è che è davvero schizzato di testa, è sempre stata puro istinto refrattario a qualsiasi vincolo, pura ricerca del piacere calcistico senza disciplina, pronto a prendersela con chiunque. Si vedeva che si divertiva un mondo e questo divertiva il pubblico. Ma chi caga dove mangia è giusto che se ne renda conto e si metta da solo in panchina.

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