Se questo è il Milan non ci resta che il sogno di una sontuosa campagna di vendite

Abbiamo perso tante partite, ma mai come quella con la Roma. E se Montella dice che si è in linea con la stagione allora vuol dire che la stagione è uno schifo

Se questo è il Milan non ci resta che il sogno di una sontuosa campagna di vendite

Sono incazzato nero. Perciò non farò come Marine Le Pen che ha provato contro ogni evidenza a smentire Aldo Cazzullo, io la parola la dico e non la nego: siamo merda, abbiamo giocato di merda e se l’allenatore dice che si è in linea con la stagione allora vuol dire che la stagione è di merda. Gol quattro, pali due, in altre tre o quattro occasioni siamo stati graziati, loro hanno tirato alle stelle. Poteva finire in imbarcata, genere squadra periferica che se ne fa mettere nove dal Barcellona a maggior gloria di un tridente sempre più forte con i deboli e debole con i forti. Se il portiere è stato il migliore e ne abbiamo presi per l’appunto quattro, vuol dire che siamo stati capretta tremebonda di fronte alla Lupa, squacquerone di latte vaccino senza crosta senza maturazione e senza pelle finito giustamente spalmato sulla piadina.

 

Anche quelli che di solito un po’ giocano, di cui si dice che quando girano fanno girare tutta la squadra, si sono dimostrati velleitari, in campo hanno disegnato ghirigori al limite del fastidio. Uno di loro ha perso malamente palla in un contrasto con l’egiziano che se n’è andato indisturbato per venti metri e ha messo palla al centro dove lo spilungone al momento capo cannoniere del torneo ha sparato al volo nel sette: pochi secondi ed è scesa la notte. Ne abbiamo perse tante ma mai così. Inferiori in ogni reparto, usano dire gli specialisti. La nostra punta che pure ci fa simpatia perché è tignoso e non si arrende mai, si è solo sbattuto, mai è stato al posto giusto a prendere i rari passaggi capitati in area e quando ha tirato si è sempre fatto rimpallare. In tribuna la nuova dirigenza. Lo sguardo tradiva sgomento e inadeguatezza. Un paio di file più in giù Galliani, lo sguardo tradiva rimpianti e sofferenza. Tra gli uni e l’altro, la ex rappresentante della famiglia guardava di sguincio e parlava: impaludata in qualcosa di vezzosamente rosso e nero tradiva la perdita di centralità. Non ci resta che il sogno di una sontuosa campagna vendite.

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