Complimenti alla Juventus. Ma cosa diamine volete ancora?

Cari bianconeri in campo state sempre a baccagliare, appena gli avversari vi toccano, prendete di petto l’arbitro, chiedete che l’avversario venga ammonito, agitate la mano a simulare il cartellino. Basta

Complimenti alla Juventus. Ma cosa diamine volete ancora?

Paulo Dybala (foto LaPresse)

Va tutto bene, non c’è nessun problema. Avete una società bella e sana, alle spalle un marchio evocativo e importante, finanze solide e gestite con tradizionale oculatezza sabauda, dirigenti di grande valore e competenza, uno stadio di proprietà, bello e terribile, che da solo garantisce una decina di punti di vantaggio su chi ancora non ce l’ha o perché non ha soldi o perché è miope o perché non glielo lasciano fare. Avete un allenatore intelligente, una rosa larga e ben costruita di calciatori, grandi campioni stanno fianco a fianco con onesti faticatori, il giusto mix per fare la squadra vincente, a differenza di altre avete spirito eminentemente italiano, nessuna traccia di avventure mercenarie, quei quattro cinque dietro sono il marchio di fabbrica, la ragione sociale, il collante, il metabolismo della fame, portatori della vostra particolare cultura.

 

Va tutto bene, non c’è nessun problema. Avete tirato in porta ventiquattro volte, la metà nello specchio, noi miseri una nel primo tempo e un paio nel secondo, avete scheggiato pali, traverse, caricando a testa bassa. In tempi di resurrezione, sono pronto anche a dire che quel rigore all’ultimo secondo c’era tutto e pure un altro colpevolmente non visto e non fischiato. Dunque vincete e vincerete, in Italia starete lassù in alto per molto tempo, una decina di scudetti di fila ed entrerete nel mito. E prevarrete anche in Europa, le spagnole sono slabbrate e le tedesche grigie.

 

Va tutto bene dunque.

 

Perciò non si capisce perché vi comportate come se vi aspettaste anche un pompino biologico allo zenzero. In campo state sempre a baccagliare, appena gli avversari vi toccano, vi sfiorano, vi rotolate come otarie, prorompete in grida dolorose, prendete di petto l’arbitro, chiedete che l’avversario venga ammonito, alzate il braccio o agitate la mano a simulare il cartellino, quando segnate esultate in modo spropositato. Certo non siete i soli a farlo, ma non sta bene lo stesso. Per essere davvero belli e vincenti, la distanza non guasta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    14 Marzo 2017 - 18:06

    La partita l'hanno vinta i gobbi ai supplementari con il golden gol realizzato con un dubbio rigore. Infatti i tempi regolamentari si erano chiusi 1-1. Poi, siccome il risultato non piaceva, l'extra time, dicono per il tempo perso per l'espulsione di Sosa. Facciamo un altro esempio: Fiorentina - Cagliari, sullo 0-0 al 90' e 4 minuti di recupero (come a Torino). In questo recupero segna la Fiorentina, festeggiamenti e abbracci, diciamo un po' più lunghi che l'uscita dal campo di Sosa. L'arbitro decreta la fine della partita al 94', senza concedere un secondo di recupero. Allora qual è il criterio con cui si affrontano situazioni simili? Sempre e solo la discrezionalità dell'arbitro, e finché sarà così i gobbi ci andranno a nozze. Naturalmente nessuno pensa di introdurre il tempo di gioco effettivo (di 30 minuti) per risolvere il problema dei recuperi, perdite di tempo, sostituzioni perditempo, finti infortuni ecc., che si potrebbe applicare anche in terza categoria, e non solo in A.

    Report

    Rispondi

  • giesse

    14 Marzo 2017 - 13:01

    Giustappunto il new style Juve. Esultavano come se avessero vinto la Champions senza neanche un morto.

    Report

    Rispondi

Servizi