Gianluca Lapadula, sobrio calciatore totale

Il capo mi dice: scrivi 2.000 battute a cazzo duro. Souvenir o souvenir. Mi dice anche che Crippa anziché farsi gli Icardi suoi, per inciso mai visto uno così sellero da non leggere quello che non scrive, parlerà di Vincenzino Montella nostro. Di mio dico comunque che sa di calcio, legge bene le par
Gianluca Lapadula, sobrio calciatore totale

Il capo mi dice: scrivi 2.000 battute a cazzo duro. Souvenir o souvenir. Mi dice anche che Crippa anziché farsi gli Icardi suoi, per inciso mai visto uno così sellero da non leggere quello che non scrive, parlerà di Vincenzino Montella nostro. Di mio dico comunque che sa di calcio, legge bene le partite, è accorto e pacato come Ancelotti, e ha irresistibile spirito napoletano, al giornalista che fa una confusa domanda su esterni che avanzano o arretrano secondo i momenti, dice che se anche lui si mette a parlare di tattica il calcio è fottuto.

 

Parlerò di Gianluca Lapadula, ventisei anni, 1 e 78 per 69 chili, di mestiere centravanti o quasi, padre Gianfranco e va bene, madre Blanca Aida Vargas Higinio un nome da romanzo. E romanzo è il figlio in campo, dedizione febbrile, rabbia costante, la voglia di non mollare mai, di attaccare e inseguire, di braccare qualunque avversario, anche a costo di rincorse inutili. Lo sgambettano, cade, si rialza, incespica, cade di nuovo, si rialza ancora, non frigna, non simula, non discute con l’arbitro. Il primo gol è venuto perché senza più fiato è riuscito lo stesso a scattare e a rubare palla a centro campo. Ha provato anche a segnare, c’è andato vicino un paio di volte, ma quello che fa per tutto il campo è da calciatore totale, il gol prima o poi arriverà.

 

Non vedo la serie B o la vedo di rado, non ho vizi minori avrebbe detto Andreotti, e mi sono dunque perso i suoi ventisette bollini che lo scorso anno hanno dato la promozione al Pescara.

 

Non lo faranno giocare sabato contro la Juventus eppure verrebbe utile. Il titolare, il colombiano Bacca, è un cecchino, ogni due tiri segna, ma tira in generale poco e comunque gli deve girare bene, l’altra sera ha sparato in tribuna, la palla deviata di novanta gradi è entrata in porta, lui si è inginocchiato a terra con le braccia al cielo, c’è un limite anche ad essere soldato di Cristo. Gianluca Lapadula è più sobrio: gli basterà tagliarsi quei baffetti all’Antonio Polito per diventare un iradiddio.

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