Gli orribili cappellini di Iachini e le grida “basta stranieri”

“Ci vorrà la partita perfetta. Dovremo migliorare le situazioni di possesso palla”. E quando un allenatore pronuncia parole così fatali, che sembra De Boer prima di andare a Praga, o a Roma, la fine è già scritta.
Gli orribili cappellini di Iachini e le grida “basta stranieri”
“Ci vorrà la partita perfetta. Dovremo migliorare le situazioni di possesso palla”. E quando un allenatore pronuncia parole così fatali, che sembra De Boer prima di andare a Praga, o a Roma, la fine è già scritta. Solo che De Boer ha i cinesi. Per ora. Tre pere al Friuli dalla Lazio, e Beppe Iachini è il primo allenatore a salutare la panca, quest’anno. Lui e il suo orribile cappellino. Dagli spalti gridavano “basta stranieri”, e lui, che è un uomo d’azienda, ha risposto: “Questo è il progetto che sta portando avanti la società e noi siamo chiamati a lavorare ogni giorno per far integrare al meglio questi ragazzi”. Che appunto la domanda vera sarebbe questa, prima di tagliare con la scimitarra il cappellino, e quel che c’è sotto: ma i Pozzo, un tempo, non sfornavano talenti stranieri da farci fatturati migliori di uno scudetto, da Quadrado a Sanchez, da Handanovic ad Asamoah? Niente, hanno cacciato lui. Adesso arriva Del Neri, un altro che a cappellini siamo messi bene. E ancora tutti dicono: ah, il suo Chievo… E noi aggiungiamo volentieri: beh, anche la sua Juve… Il vecchio Gigi scenderà in panca proprio allo Stadium. Hai visto mai che gli porti fortuna?

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