Nove anni dopo i "Delicta graviora", il documento che accompagnava il Motu proprio "Sacramentorum sanctitatis tutela" firmato nel 2001 da Giovanni Paolo II, il Vaticano rende noti nuovi aggiornamenti con procedure più restrittive sulla pedofilia. L'annuncio avviene in forma pubblica non oltre l'ora di pranzo di oggi (giovedì 15 luglio 2010).
Il "Sacramentorum sanctitatis tutela", approvato da Giovanni Paolo II ma preparato dall’allora cardinale Ratzinger, stabiliva le norme processuali e le sanzioni canoniche per i delitti contro la penitenza, contro l’eucaristia e “contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età”, e ne riservava la competenza alla Congregazione per la dottrina della fede. Sino ad allora, infatti, un documento del 1962 ("Crimen sollicitationis") regolava i crimini sessuali e, in particolare, la molestia in confessionale, lasciandone però la gestione alle conferenze episcopali nazionali e ad altri dicasteri della Santa Sede. E creando, così, un elevato rischio di insabbiamento.
Ora, dopo il perdurare mediatico dello scandalo della pedofilia, la Santa Sede ha deciso di rimettere mano alla materia e aggiornare i "Delicta graviora". L'aggiornamento, oltre alle nuove disposizioni sulla pedofilia, prevede l'inserimento di nuovi delitti ai sensi del foro ecclesiastico: lo scisma, l'ordinazione sacerdotale femminile, l'eresia e l'apostasia.
La pubblicazione resta nota oggi dalla Congregazione per la dottrina della fede è la svolta più importante in merito alla pedofilia da nove anni a questa parte. Ed è uno dei gesti più significativi (sostanzialmente e anche mediaticamente) di William Joseph Levada, cardinale prefetto dell'ex Sant'Uffizio. Vedremo come la stampa, soprattutto quella americana, prenderà la cosa.
Pubblicato su palazzoapostolico.it giovedì 15 luglio 2010
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