MANCHESTER BY THE SEA di Kenneth Lonergan

Le candidature sono sei: film, regia, sceneggiatura (firmata dal regista Kenneth Lonergan), Casey Affleck attore protagonista, Lucas Hodges attore non protagonista

MANCHESTER BY THE SEA di Kenneth Lonergan

Schierati contro “La La Land”, capitolo secondo. Le candidature sono sei: film, regia, sceneggiatura (firmata dal regista Kenneth Lonergan), Casey Affleck attore protagonista, Lucas Hodges attore non protagonista. Michelle Williams attrice non protagonista. Non si può dire che sia brutto – certo più strutturato, meno lirico e divagante rispetto a “Moonlight” – ma l’entusiasmo generale pare eccessivo. Per portarsi avanti con le scommesse, “Manchester by the Sea” ha su Metacritic il 96 per cento di recensioni positive, tre punti meno del ragazzino nero gay e tre punti in più dei ballerini bianchi. Segna la fine di un incubo per il regista Kenneth Lonergan, lanciato dal bellissimo “You Can Count On Me” (anno 2000, con Mark Ruffalo e Laura Linney). Non ha fatto proclami antisemiti, non ha picchiato la moglie con tanto di registrazioni, quello era Mel Gibson (e gli hanno perdonato tutto in fretta). La faccenda riguardava “Margaret”, tormentatissimo film con Anna Paquin e Matt Damon, su una falsa testimonianza (sei anni di litigi con i produttori, per farla breve). Qui Casey Affleck vive in un seminterrato a Boston e lavora come tuttofare – godetevi le prime scene, unico momento non impregnato di tristezza, nostalgia, senso della tragedia incombente. Avete presente le storie con la cronologia andata in frantumi? Quando uno prende la macchina, o in scena appare un bambino, subito pensiamo “ecco l’incidente, ora arriva l’incidente”. “Manchester by The Sea” fa questo effetto. Tra un lavandino sgorgato e una cantina svuotata a Casey Affleck annunciano la morte del già cagionevole fratello maggiore, che come ultima volontà gli affida il figlio adolescente. Torna quindi al paesello – mossa altamente sconsigliabile al cinema, anche in presenza di leggiadre casette colorate sul mare – e appare Michelle Williams, l’ex moglie non pacificata. Lo spettatore trema: capiamo che non gli perdona l’imperdonabile. Casey Affleck – bravo, bravissimo, sul filo del ricatto emotivo – porta sulle sue spalle i mali del mondo. Per noi (pochi) cinici, Lonergan ha un po’ esagerato nel pizzicare le corde del cuore. Se dal cinema volete lacrime & sofferenze non troverete di meglio.

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  • Dario

    Dario

    07 Marzo 2017 - 11:11

    Film davvero triste, più triste che tragico, anche se la tragedia c'è. Però non parlerei di film "lacrime & sofferenze". Non mi pare che giochi sull'emozione facile. Per me rimane anzi un film duro, che di consolazione ne distilla pochissima (le lacrime sarebbero state consolatorie, come sempre). Eppure quella pochissima consolazione è un po' il senso del film, mi pare. Come lo sforzo di conservare un po' di umanità, anche se spesso inconsapevole, nel naufragio generale. Certo, all'uscita ho sentito il bisogno di andarmi a prendere un caffè e un dolcetto.

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  • martino.buora

    23 Febbraio 2017 - 21:09

    Beh insomma, non direi proprio "in fretta". Lo hanno messo in quarantena per quasi un decennio!

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