MISTER FELICITA’

di Alessandro Siani, con Alessandro Siani, Carla Signoris, Diego Abatantuono

Com’è fatta l’unica commedia italiana che incassa? (tra il Capodanno e il finesttimana che tutte le feste si porta via, sette milioni e rotti). Rispondiamo volentieri. A guardarla, pare fatta da un imitatore dilettante di Massimo Troisi, dove dilettante significa “puntiamo sulle parole smangiucchiate”, con il retropensiero “tanto poi ci sono le torte in faccia e la gente ride”. Puntualmente Alessandro Siani – confessi di aver scritto e girato il film in due settimane, se ne sono servite di più questo non è mestiere suo – finisce con la faccia nella panna. Prima però si è dedicato al sushi – “riso con lo scotch intorno” – suscitando una delle Grandi Domande Senza Risposta: siamo afflitti da programmi sulla cucina, gli “All you can eat” giapponesi o finti tali sono ovunque, qual è il pubblico di riferimento che dovrebbe ridere? L’altra Grande Domanda riguarda il pappatacio spiaggiato (così dice la laboriosa sorella Caterina al fratello che non si schioda dal divano e vive alle sue spalle). La balena spiaggiata rende bene l’idea, ma il pappatacio dovrebbe essere un insettino minuscolo, e non rende proprio nulla. Confucio, nientedimeno, fornisce la linea: “La felicità non sta nel non cadere, ma nel rialzarsi ogni volta”. Un po’ spurio, ma insomma, dovete pensare che pronuncia la frase il Dottor Gioia, ovvero Diego Abatantuono accompagnato da un pappagallo di nome Autostima (modalità di recitazione: pilota automatico). Dà consigli ai pazienti – pensa positivo, la vita ti sorriderà – e intanto sfrutta le cameriere, inginocchiate a pulire le scale. Caterina, appunto, che per un incidente si ritrova con una gamba più corta dell’altra. Si pareggiano solo con ventimila euro, tanto costa l’operazione, e la sfilacciatissima trama stentatamente si avvia, comprensiva di massaggiatore che palpeggia la gamba sana per ore, pure gratis (battuta: “Stiamo allungando una gamba o la Salerno-Reggio Calabria?”). Entra in scena una pattinatrice che dopo una caduta vuole ritirarsi. Tutti le “dicono datti una mossa”, e invece il nostro eroe come demotivatore la conquista. Per il bacio, le istruzioni del navigatore: “Prendi la (mano) sinistra, imbocca il viale”.

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