PIUMA

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Diede scandalo alla Mostra di Venezia. Cosa avrà un film che fa gridare “Vergogna” alla fine della proiezione? E’ noioso e pieno di pretese come “Spira Mirabilis” by D’Anolfi & Parenti, cineasti che avevano cominciato con grazia e gusto per il racconto, prima di scopiazzare Terrence Malick? E’ impalpabile come “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni, regista di sfumature così delicate che sullo schermo svaniscono, mentre suonano alte le lodi dei critici? Macché: lo scandalo era aver messo in concorso un film che vale il prezzo del biglietto, mette gli spettatori di buon umore, punta sulle situazioni e non sui messaggi, fa scattare il passaparola.

 

Altro grande merito: non pretende di cambiare la storia del cinema come noi la conosciamo (tranquilli, non la cambieranno neppure Piccioni e D’Anolfi & Parenti: la noia non basta come garanzia di Arte Sublime). Racconta una storia che le cifre degli ultimi giorni - sulle nascite che in Italia stanno calando a picco, da basse che erano - fanno diventare esemplare. Ferro e Cate aspettano un bambino (non li portano le cicogne, come suggerisce un film d’animazione, con le voci italiane di Alessia Marcuzzi, Federico Russo e Vincenzo Salemme, uscito nelle sale da qualche giorno: “Cicogne in missione”). Gli innamorati e futuri genitori non hanno ancora dato l’esame di maturità, assieme ai compagni di liceo vorrebbero partire per le vacanze.

 

Devono vedersela con le famiglie - un coro di “stai facendo la più grande stronzata della tua vita”, detto da genitori che tanto risolti non sembrano neppure loro, uno scommette sui cavalli l’altro progetta di ritirarsi in campagna per deprimersi meglio - e con la paura di non farcela. Prende anche gli adulti, la fifa, ma loro non lo sanno. Come guida, Ferro cita passaggi da “La via dei Samurai”, puntualmente smontati da Cate: il Samurai potrà anche rallegrarsi per le difficoltà, i comuni mortali non hanno la stessa tempra. Dirige l’anglo-pisano Roan Johnson (già erano notevoli “I primi della lista” e “Fino a qui tutto bene”). Anche sceneggiatore - qui con Ottavia Madeddu, Carlotta Massimi, Davide Lantieri - debuttò con il romanzo “Prove di felicità a Roma Est”.

 


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