INDIVISIBILI

di Edoardo De Angelis, con Angela Fontana, Marianna Fontana, Massimiliano Rossi, Antonia Truppo
INDIVISIBILI

 Indivisibili” non era il film italiano da candidare all’Oscar. Per Los Angeles era perfetto “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti. Quando mai ricapiterà un film di respiro internazionale lontano dall’Italia pittoresca e felliniana? (suscettibile di remake, se proprio uno vuole, i sottotitoli spediscono d’ufficio nella categoria “foreign film” con i coreani e i bulgari). Quando mai ricapiterà un film contemporaneo senza nostalgie, che gioca con i supereroi e si fa applaudire dagli spettatori professionisti e dagli spettatori per diletto? “Indivisibili” era il film italiano da mettere in concorso alla Mostra di Venezia (lo abbiamo visto invece alle Giornate degli Autori). Al direttore Alberto Barbera deve essere sfuggito il lato “Freaks” della faccenda. Le gemelle siamesi si chiamano Viola e Desi, come Violet e Daisy Hilton nel film di Todd Browning. Come le celebri antenate cinematografiche hanno in comune una coscia e nessun organo vitale. Una civetta e curiosa dell’amore, l’altra più timida, contrariata quando corteggiano la gemella. Già stupisce vedere un regista italiano fuori dalla confortevole cameretta adolescenziale, per la precisione a Castelvolturno. Evitando il lamento sugli immigrati che raccolgono pomodori (gratitudine, almeno fino al prossimo film). Le siamesi cantano come Anna Tatangelo ai matrimoni e alle feste – vediamo la comunione di una orribile bambina, niente di lezioso o di rassicurante addolcisce il film. Non papà e mamma – “siamo i genitori, modestamente” – che sul talento canoro delle figliole campano. Non il sacerdote, che piazza il prodigio gemellare al centro di un culto pasticciatissimo e new age. Tutti coalizzati contro il chirurgo che promette: “Separarle sarebbe facile”. Sullo scivoloso terreno battuto da Diane Arbus, Edoardo De Angelis (film precedenti “Perez” e “Mozzarella stories”, nulla lasciava immaginare una simile svolta) avanza sicuro. Le gemelle attrici (non siamesi) Angela e Marianna Fontana sono strepitose e ben dirette. Nella stessa inquadratura, una appare remissiva l’altra ribelle. Basta la faccia del prete capire che pietà e la carità stanno da un’altra parte.

 

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