SPIRA MIRABILIS

SPIRA MIRABILIS
Delle meduse vi abbiamo già detto? Delle meduse vi abbiamo già detto, sembravano l’abisso profondo nella noia cinematografica, inquadrate fisse per venti minuti, e invece sono la cosa più spettacolare del film. Che tiene a distanza – per non dire respinge – lo spettatore fin dal titolo. E continua a farlo con un’ostinazione davvero esagerata, come se la condizione di capolavoro si potesse raggiungere solo facendo tendere a zero il numero di spettatori – molto contribuisce la voce fuori campo di Marina Vlady. La serie di Fibonacci è la “magnifica spirale”, già star nel “Codice da Vinci” di Dan Brown (ma non dovrebbe succedere il contrario? Dal film d’arte al film popolare rispetta l’ordine naturale delle cose). Assieme a “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni in concorso alla Mostra di Venezia, “Spira mirabilis” mette voglia di sfidare a duello – almeno verbale – Alberto Barbera: vogliamo sapere per esteso cosa gli è piaciuto dell’uno e dell’altro. Oppure di sottoporlo al trattamento che Nanni Moretti di “Caro diario” riserva al critico che aveva celebrato “Henry, pioggia di sangue”. Lettura ad alta voce della recensione, mentre il poveretto non può reagire.

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