L’ESTATE ADDOSSO

L’ESTATE ADDOSSO

Adolescenti fuori tempo massimo 1. La voce fuori campo – che per un regista, e prima ancora per uno sceneggiatore, equivale alla bandiera bianca alzata in segno di resa – parla di depressione. “Ma no che non sei depresso”, viene voglia di dire al giovanotto, “sei solo in un film italiano”. Abbiamo avuto l’impressione che nell’ultimo titolo di Gabriele Muccino perfino i personaggi si annoiassero, non soltanto lo spettatore. La lunga estate dopo la maturità – un’altra volta? – e nessun programma preciso. La nostalgia di un regista che di anni ne sta per compiere cinquanta, e proietta la sua adolescenza su quattro ragazzi che dovrebbero essere contemporanei. Invece arrivano dritto dal gozzaniano salotto di Nonna Speranza, con tutto il corredo delle piccole cose di pessimo gusto che il cinema italiano infligge. Non importa se lo dirige il regista di “L’ultimo bacio”, l’uomo che dopo il successo e gli incassi volle farsi americano, arruolando nei suoi film Will Smith e Russell Crowe (pessimo, come scrittore fallito in “Padri e figlie”). Marco e Maria partono per San Francisco. Lui riuscirà a dire cose del tipo “Tutto era così perfettamente imperfetto. E quei pochi centimetri d’imperfezione erano la cosa che ci faceva sentire completi e felici” (mica una volta, il basso continuo di pensosità finto intelligenti accompagna l’intero film). Lei è la più antipatica della scuola (“suora”, agli occhi di Marco), una secchiona che vuol parlare solo inglese, pure omofoba: la persona meno adatta da portarsi quando ti ospita una coppia gay. Fin qui le premesse, basate sulla più assoluta casualità: non c’è un vero motivo per cui i due debbano viaggiare insieme, e neppure per squattare la casa dei due maschietti che – come se non aspettassero altro – smaniano per raccontare il proprio innamoramento (e il proprio amore per l’Italia, paesaggi e cucina). Ultimo dettaglio, che trasforma tutto in una melassa insopportabile: uno dei due gay era omofobo pure lui, e aveva una fidanzata mollata brutalmente prima della conversione (associazioni di categoria che sempre protestate, perché non protestate mai contro le sceneggiature idiote?). La suora si rivelerà meno suora del previsto, benedicente la colonna sonora di Jovanotti.

 

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