ALLA RICERCA DI DORY

ALLA RICERCA DI DORY

Son questioni opinabili, il livello è sempre stratosferico. Ma non siamo mai riusciti a collocare “Alla ricerca di Nemo” tra i nostri film preferiti della Pixar. Non che fosse brutto, e neppure noioso – con i film d’animazione accade raramente, i costi altissimi e il molto tempo necessario fanno da barriera d’entrata. Era giocato però su una corda sola: il piccino con la pinna atrofica da ritrovare e il padre fifone che per amore affronta grandi imprese. Le nuove prodezze tecniche dell’animazione computerizzata – avevano appena imparato a fare l’acqua bella trasparente, e le meduse belle gelatinose – un po’ distraevano. In cima alla nostra lista Pixar ci sono invece “Gli incredibili” (sequel previsto nel 2019, diretto da Brad Bird, incrociamo le dita), “Wall-E”, “Up”, “Ratatouille”, “Monsters & co”, i tre “Toy Story” (il quarto già annunciato per il 2018) e “Inside Out” (sequel non previsto e anzi smentito, ma c’è sempre quel pulsante con la scritta “Pubertà” apparso nella nuova sala comandi che fa sperare). Ovvio che non poteva mancare un Nemo-bis, con la pesciolina smemorata Dory. Era stata lei nel primo a trovare il piccolo pesce pagliaccio smarrito, ma non ricordava più le altre istruzioni. Ora Dory – un pesce chirurgo giallo e blu, Nemo è un pesce pagliaccio – si sta curando (vi lasciamo la sorpresa sul pesce psicoanalista) e qualche brandello di memoria riappare. I genitori, per esempio, quindi comincia il viaggio per ritrovarli. Tra mare aperto e museo oceanografico: quando i ragazzini mettono le mani nell’attrazione che i pesci ospiti temono più di ogni cosa – “la vasca delle dita” – tornano in mentre i giocattoli torturati dai bambini all’asilo. La poca originalità della trama è compensata da strepitose sequenze d’azione e da siparietti comici, come le foche sullo scoglio e il polpo Hanks, un tipaccio che riesce a mimetizzarsi con le piastrelle del laboratorio. Perfetto – e degno della Pixar che fu, quando rifiutava i seguiti e le storie con le principesse – il cortometraggio che precede il film. Un pulcinetto di uccello marino sulla spiaggia, la mamma gli insegna a cercarsi il cibo da solo, lui teme l’onda e zampetta via, meglio la fame.

 

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