TOMMASO

TOMMASO

Prima di mettersi a nudo, accertarsi che la nudità sia interessante. O fare leggere la sceneggiatura a una persona di fiducia. Un amico vero, magari uno di quelli con cui abbiamo fatto il patto “se comincio a fare o a dire sciocchezze, impediscimelo”. (Anche se poi purtroppo si sa come vanno queste cose: stiamo per fare o per dire la cretinata, l’amico di mette di mezzo, noi andiamo avanti convintissimi: “ti credevo un amico, sei stronzo come tutti gli altri”). Qualcuno che, dopo aver letto il copione di “Tommaso”, abbia il coraggio di dire “guarda, non ci siamo, non è un film, se lo fai rideranno alle tue spalle”. Abbiamo invocato un amico, ma anche un produttore potrebbe fare al caso. Gli attori no, perché in questo tipo di film l’Autore Felliniano scrive, dirige e recita in tutte le scene: “Che ci vuole? Nessuno conosce meglio di me il personaggio”. Garantita l’esibizione in mutande appena capita l’occasione. Anche al computer, che non sarebbe neppure necessario. Come non era necessario vedere Luigi Lo Cascio scrittore in canottiera nel film di Paolo Virzì “Il capitale umano”: nessuno di voi ha un amico romanziere che faccia notare il ridicolo? Uno che vi costringa – quando uscirà – a vedere un film con credibile scrittore da Nobel in concorso a Venezia, “El ciudadano ilustre” di Mariano Cohn e Gaston Duprat. Citare le battute, rilevare la misera fotografia, accennare alla recitazione sempre fuori tono mettono nella situazione imbarazzante di chi se la piglia con i deboli. Lo pensavamo prima di leggere le rispettose recensioni veneziane, così diverse dai sinceri e crudeli commenti off records. Ecco alcuni momenti forti. “Voglio fare un film solo di sogni” (alla produttrice, Tommaso fa il regista e schifa le commedia). “Mamma tu compri soltanto pappagallini” (alla genitrice che gli chiede soldi). Lo psicoanalista lo induce a cercare il bambino che in lui, e – rullo di tamburi – il bambino compare con grembiulino e cartella scolastica. Poi c’è un tubo con la luce in fondo, non vogliamo sapere per cosa sta. Si registra un passaggio di consegne librarie. Escono le copertine Adelphi (un classico, anche nei film di Susanna Tamaro). Entrano le copertine Neri Pozza.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi