WHISKEY TANGO FOXTROT

WHISKEY TANGO FOXTROT

Abbreviato in WTF, il titolo coincide con lo spelling di “What The Fuck” (e non serve traduzione). Più complicato decifrare il genere. Un critico americano, su Entertainment Weekly, opta per “war zone rom-com”, che è come dire commedia romantica in zona di guerra. Il che, aggiunge, potrebbe sembrare una mostruosità come “incest western” oppure “holocaust farce”. Una mostruosità parecchio frequentata, a partire da “Essere o non essere” di Ernst Lubitsch, anno 1942. Come sappiamo, e come ricorda come ricorda un documentario presentato all’ultimo festival di Tribeca con il titolo “The Last Laugh” (che a sua volta è il titolo di un film del 1924 diretto da F. W. Murnau). Lo ha diretto Ferne Pearlstein, la prima domanda ai comici intervistati, da Sarah Silverman a Mel Brooks, era “la sapete una battuta sull’Olocausto?” (“Olocausto? C’è stato un Olocausto?” è una delle risposte). La guerra di “Whiskey Tango Foxtrot” si combatte in Afghanistan, nel 2002. Il personaggio di Tina Fey è liberamente ispirato al memoir di Kim Barker uscito con il titolo “The Taliban Shuffle – Strange Days in Afghanistan and Pakistan”. Nel film, una quarantenne annoiata, con un fidanzato di poca compagnia, stanca di un lavoro al telegiornale accetta un posto come corrispondente da Kabul. Senza nessuna esperienza, pare, e il fatto che subito si ambienti, salga sulle jeep e diventi brava – le manca solo la molletta per tenere a posto i capelli durante i collegamenti in zone ventose - dà un bel colpo alla retorica dei reporter che ogni giorno rischiano la vita. E poi ci sono le notti. “Se a New York stai tra il cinque e il sei (si parla di scopabilità) qui diventi un nove”, spiega la collega giornalista Margot Robbie (era la moglie di Leonardo DiCaprio in “The Wolf of Wall Street, in “La grande scommessa” spiegava l’economia a mollo nella schiuma da bagno, e tutti l’hanno trovato un bellissimo film). “Il che piazza una bionda come te almeno a livello quindici”, pensa lo spettatore, ancor prima che lo suggerisca l’amica bruttina. I registi son la coppia che aveva lasciato briglia sciolta a Jim Carrey in “Colpo di fulmine – Il mago della truffa”. E qui lasciano al suo destino Tina Fey, anche produttrice: al fronte, troviamo una Liz Lemon in libera uscita da “30 Rock”. Le romanticherie arrivano con Martin Freeman, fotografo scozzese.

 

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