LA PAZZA GIOIA

LA PAZZA GIOIA

Strepitosa Valeria Bruni Tedeschi, fa la matta aristocratica come riesce solo alle attrici americane. Ultimo modello pervenuto: Cate Blanchett in “Blue Jasmine” di Woody Allen, non importa se era solo la moglie di un riccone caduto in disgrazia. Per matta aristocratica intendiamo una signora vestita elegante e passata dal parrucchiere (qui ha anche foulard e ombrellino, mentre dà ordini a tutti gli altri pazienti del centro di recupero, in materia di giardinaggio e altro). Per l’altro tipo di matta – taciturna, aria triste, capelli in disordine, magrezza da anoressica e tatuaggi, nel passato qualcosa in più di un amore finito male – c’è Micaela Ramazzotti. Più di maniera, va detto. Pure la retorica sulla follia che irrompe a scardinare questo mondo omologato si poteva togliere di mezzo. Assieme alla retorica parallela: “Abbiamo frequentato psichiatri e istituti, alcuni pazienti li abbiamo presi come attori”. Ma mezzo film bello è meglio di niente, e per tornare a Valeria Bruni Tedeschi – che amiamo da “Actrices”, suo secondo film autobiografico – deve aver contribuito parecchio a scrivere le sue battute. Non sembra da Francesca Archibugi – capace di rovinare una commedia perfetta come “Cena tra amici”, sul nascituro da chiamare Adolphe – la replica della matta aristocratica a due che sul lungomare di Viareggio le dicono “Vergognati”. “Ma vergognatevi voi, vestiti così” (erre moscia, sguardo alle ciabatte e ai bermuda). A differenza della madre Marisa Borini – ha una particina nel film – la sorella di Carla Bruni sa scrivere. “Mes chères filles, je vais vous raconter…” - dove la mamma racconta ogni corno fatto al marito miliardario, che la consolava quando gli amori finivano –  si legge a fatica: i pettegolezzi con la prosa da terza elementare hanno meno sapore. La matta aristocratica è più brava di uno strizzacervelli: sa i dosaggi, i nomi delle medicine, gli effetti collaterali. Quando ha finito con il giardinaggio si mette ad accogliere le nuove arrivate, appunto Micaela Ramazzotti in modalità “ho avuto un grande dolore, sono sola al mondo, nessuno mi può aiutare, perché questa stronza parla sempre?”. Di maniera, molto di maniera, psichiatri e assistenti sociali.

 

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