AL DI LA’ DELLE MONTAGNE

AL DI LA’ DELLE MONTAGNE

Ci son cose che uno giura di non fare più. Poi ci ricasca, forza di volontà zero. Compreremo anche noi il braccialetto marca Pavlok, auto-infliggendoci la scossetta elettrica se dovesse ricapitare. Intanto, ancora privi di braccialetto punitivo, ci permettiamo di far notare che il titolo internazionale scelto dal regista diceva il contrario. “Le montagne possono spostarsi” è diverso da chi prende lo zaino e se ne va “Al di là delle montagne”. Già che siamo in tema, a tutti verrà in mente il famigerato “Se mi lasci ti cancello” di Michel Gondry, con Jim Carrey e Kate Winslet. Sappiate che – pensaci oggi e ripensaci domani – ormai pare molto meglio dell’originale che suonerebbe “L’eterno splendore della mente senza macchia” (forse siamo vittime della sindrome di Stoccolma, ma ormai fa l’effetto vecchie cose di pessimo gusto, come la frase “non ho la tv”). Se le montagne si muovono, lo può fare anche la Cina, negli anni dal 1999 al 2025, aperti e chiusi da “Go West” dei Pet Shop Boys. Ballato da una ragazza che deve scegliere tra due corteggiatori a Fenyang. Proprio dove il regista – nonché sceneggiatore - è nato nel 1970. Nel 2006 aveva vinto il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, con un lentissimo e impegnatissimo film dedicato alla diga delle Tre Gole. Ma noi sappiamo perdonare, ricordando il suo debutto con “Platform”, grazie a certi pantaloni a zampa di elefante e a certi spettacolini che da Mao vanno verso il rock (son le giurie che si perdonano con maggiore fatica). La buona azione è ora ricompensata. La ragazza, dicevamo, deve scegliere tra il ricco corteggiatore Zhang - fiero proprietario di un’automobile, di un paio di occhiali da sole, di un cappottino con pelliccia - e il povero corteggiatore Lianzi, con le mani nere perché fa il minatore. Sceglie il ricco (a nessuno viene in mente di giocare a “Jules e Jim”). Se lo sposa, fanno un figlio che il genitore maschio decide di chiamare “Dollar”. Stacco una quindicina di anni dopo, quando i coniugi sono separati e l’antico corteggiatore timido riappare. E poi altro salto di un decennio – purtroppo la parte debole del film, girata in inglese e straniante al di là di quel che il futuro imporrebbe, anche perché Dollar e il genitore capitalista intanto si sono trasferiti in Australia. Finché rimaniamo in Cina, il melodramma appassiona (senza tirare in ballo i danni del capitalismo).

 

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