BENVENUTI… MA NON TROPPO

BENVENUTI… MA NON TROPPO

Quando vedi la faccia dei tuoi lettori ti chiedi perché lo fai”. A pensarlo, quando l’ammiratrice gli chiede un autografo, è il celebre scrittore di sinistra (ha scritto un romanzo intitolato “Paradiso bianco”, ne sta scrivendo un altro intitolato “Paradiso blu”, forse è in contrario). Vive con la moglie, più barricadiera di lui, e la figlioletta in un grande appartamento con le tende al posto dei muri. In caso di litigio serve uno sforzo di fantasia per dire “vado in camera mia, non sento più quello che dici” (il dettaglio tornerà utile nell’avanzare della trama). Nello stesso caseggiato parigino abita una coppia tutta pellicce e gioielli e circolo della caccia: naturalmente i lettori di Libération e i lettori del Figaro battibeccano tra pianerottolo e ascensore. Durante un inverno particolarmente gelido, il governo di sinistra obbliga i benestanti a dividere i propri duecento metri quadri con i senzatetto. Prima reazione, per la coppia di destra come per la coppia di sinistra: “mai in casa mia”. Il vicino che invece abita solo, e indossa giacche da camera con pantofole di velluto, si dichiara disponibile, purché siano giovanotti. La regista Alexandra Leclère colloca il palazzo in Rue du Cherche-Midi, elegante strada parigina che nel nome richiama i mendicanti in cerca del pasto di mezzodì. Lo spunto sarebbe da perfida commedia, per questo paiono fuori luogo i riferimenti della regista al Papa e alle sue parole sugli immigrati, come pure la sponsorizzazione della Croce Rossa. Sarebbe, perché non sempre il meccanismo funziona. Servivano una sceneggiatura più compatta – che vuol dire la coppia di ebrei che all’annuncio della condivisione si rifugia nel monolocale? – e una morale della favola meno stantia. Di miliardari che incontrano la barbona e si convertono ai semplici valori della vita, mentre la moglie si gingilla con profumi e balocchi non se ne può più. Anche di portinaie nella guardiola con l’odore di cavolo non se ne poteva più (a conferma di quanto sia scarsa come scrittrice Muriel Barbery basta un’occhiata al suo ultimo libro “Vita degli elfi”). Josiane Balasko fa la portinaia con ritratto di Marine Le Pen sul tavolino, dietro pagamento procura immigrati meno molesti di quelli che ti sono capitati. Altro trucco: fa passare per senzatetto la propria cameriera, pagandola bene per il disturbo.

 

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